News per Miccia corta

15 - 07 - 2008

L`ex Br Marina Petrella in fin di vita all`ospedale

 

 

(Liberazione, martedí, 15 luglio 2008)

 

 





Maria Sole Guadagni

 




«Crisi suicidaria acuta». «Suicidio passivo per autoabbandono». «Stato di disperazione esistenziale con caduta di spirito vitale». Queste sono alcune delle diagnosi tratte dai referti dei periti medici del carcere, degli ospedali e delle autoritá  sanitarie francesi che si occupano in queste ore di Marina Petrella, in attesa di estradizione in Italia.

 

L'ex brigatista, 54 anni, è in «sciopero della vita», come ha titolato Le Monde , da quando si è prodotta nella sua psiche e nel suo fisico una «rottura». Il suo «pensiero ossessivo - riferiscono persone che l'hanno visitata ed hanno parlato con lei negli ultimi giorni - è liberare le sue figlie dalla prospettiva di andare a portar fiori ogni settimana sulla tomba di una persona sepolta viva», cioè di passare il resto dei suoi giorni in carcere. «Se muoio - queste le sue parole - potranno almeno elaborare il lutto, il dolore e alla fine liberarsene». La Petrella, condannata all'ergastolo in Italia e rifugiatasi in Francia nel 1993, è stata arrestata nell'agosto 2007 e il 3 giugno scorso il governo francese ha dato il via libera alla sua estradizione in Italia. Il presidente francese Nicolas Sarkozy nei giorni scorsi ha scritto al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi - compiendo un gesto assolutamente inedito - per chiedergli di farsi latore di una richiesta al presidente Napolitano di graziarla «il prima possibile». Marina Petrella, il cui stato di salute per il rifiuto di alimentarsi, di essere visitata o curata, continua ad aggravarsi, avrebbe giá  perso 20 chili. In particolare, la Petrella non si oppone alle cure che le vengono impartite, o alle trasfusioni di cui ha bisogno, ma non offre alcuna collaborazione e ripete - dicono i suoi intimi - «che alla fine di questo incubo riuscirá  ad evadere dalla vita». Da venerdí sera è stata trasferita in ospedale perché il carcere non è piú compatibile con il suo stato di salute. Il comitato che si è creato in Francia a sostegno della Petrella - fra cui spiccano personalitá  come il filosofo Edgar Morin, l'ambasciatore Stephan Hessel, il presidente dell'Unione chiese protestanti Jacques Maury - si riunisce con vari collettivi ogni giovedí in pubblico per chiedere la revoca del decreto di estradizione, in applicazione della «clausola umanitaria» prevista dalla Convenzione europea sulle estradizioni del 1957. Carla Bruni, consorte di Sarkozy, aveva detto in un'intervista a Liberation che Marina Petrella «deve essere curata come ogni persona umana e per questo la prigione non è il luogo ideale». Sua sorella, Valeria Bruni Tedeschi, ha chiesto l'autorizzazione di andare a visitare in carcere la Petrella e ieri si è presentata all'ospedale dove è ricoverata la detenuta, ma è stata respinta perché non aveva autorizzazioni.

 

 

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