News per Miccia corta

12 - 07 - 2008

``La Petrella sta malissimo`` trasferita in un ospedale parigino

 

 

 

(la Repubblica, 12 giugno 2008)

 

 



 

GIAMPIERO MARTINOTTI

 

 


PARIGI - Marina Petrella è stata trasferita all'ospedale di Evry, nella regione parigina, «in uno stato debole». Sono stati i medici a ordinare il suo ricovero: dopo averla visitata nel servizio medico-psicologico della prigione di Fleury-Mérogis, hanno ritenuto piú prudente il suo trasferimento in una struttura ospedaliera. In carcere dall'agosto dell'anno scorso, l'ex brigatista, secondo un certificato medico di tre mesi fa, si trova «in uno stato depressivo gravissimo», con «idee di morte estremamente pregnanti» e uno stato generale che lascia pensare a «una crisi suicida franca e molto inquietante». All'inizio della settimana, l'avvocato della Petrella, Irène Terrel, aveva detto che la donna «sta morendo». Il mese scorso, il primo ministro, Franá§ois Fillon, ha firmato il decreto di estradizione, che sará  eseguito solo dopo l'esame del ricorso presentato dall'ex terrorista davanti al consiglio di Stato.

L'Eliseo ha confermato ieri l'invio di una lettera di Sarkozy a Berlusconi per chiedere la concessione della grazia. Dopo aver precisato che il provvedimento è di esclusiva competenza del presidente della Repubblica italiana, il capo dello Stato francese giustifica cosí la sua richiesta: «Per quanto siano inaccettabili gli atti commessi, il suo è un caso molto particolare, visto che dal 1993 abita in Francia, dove ha messo su famiglia e non ha mai infranto le nostre regole». La carcerazione, continua Sarkozy, «le ha provocato uno shock psicologico con conseguenze umane delicate. Convinta di finire i suoi giorni in detenzione, rifiuta ormai di incontrare la sua famiglia e ha notevolmente ridotto la sua alimentazione. Oggi la sua salute è in pericolo. In questo contesto, mi sembra giustificato prevedere di concedere la grazia il prima possibile». Il presidente francese conclude ribadendo l'impegno a lottare contro il terrorismo e chiede all'Italia, «che ha molto sofferto a causa del terrorismo e ha superato questa tragedia nel pieno rispetto dello Stato di diritto, di trattare questo caso con una vera umanitá ».

Condannata all'ergastolo, la Petrella ha passato otto anni in carcere prima di fuggire Oltralpe. Accolta in nome della "dottrina Mitterrand", per quindici anni ha vissuto nella banlieue parigina, lavorando in alcune istituzioni sociali. E' stata arrestata un anno fa nel corso di un banale controllo amministrativo in un commissariato: il suo nome figurava fra quelli di dodici terroristi condannati per fatti di sangue e per i quali l'Italia ha chiesto l'estradizione. A differenza di quel che avvenne nel 2004, quando l'arresto di Cesare Battisti sollevó la protesta di numerosi intellettuali (da Bernard-Henri Lévy a Philippe Sollers e Daniel Pennac), il caso della Petrella non ha suscitato la stessa mobilitazione. Solo nelle ultime settimane, in seguito al peggioramento delle sue condizioni di salute, la stampa si è interessata al suo caso.

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