News per Miccia corta

12 - 07 - 2008

La lettera inviata dal presidente francese a Berlusconi sul caso della ex-Br

 

 

 

(Liberazione, 12 giugno 2008)

 


 

Nicolas Sarkozy




Signor Presidente del Consiglio,

determinata a conformarsi alla Convenzione europea sulle estradizioni che lega

i nostri due paesi, la Francia ha deciso di dare seguito alla richiesta di estradizione avanzata dalla giustizia italiana relativa alla Signora Marina Petrella, condannata dalla corte d'assise d'appello di Roma il 6 marzo 1992 alla pena della reclusione all'ergastolo per sequestro, omicidio, tentato omicidio, furto, ricettazione a attentato con finalitá  di terrorismo.

Di conseguenza il Primo Ministro ha firmato il 3 giugno 2008 il decreto di estradizione necessario.

Se il ricorso depositato davanti al Consiglio di Stato dovesse essere rigettato, la Signora Petrella sará  consegnata alle autoritá  giudiziarie italiane competenti, come prevede la legge, per l'esecuzione della pena.

Tuttavia il caso della Signora Petrella è molto particolare. Per questo motivo, dopo il nostro incontro durante il vertice del G8 a Toyako, vorrei richiamare nuovamente la sua attenzione sulla situazione dell'interessata.

La Signora Petrella è in effetti in Francia dal 1993. Vi ha fondato una famiglia e non ha mai violato le nostre leggi.

I fatti commessi dalla Signora Petrella, anche se inaccettabili in uno Stato di diritto, hanno avuto luogo piú di 27 anni fa. Il suo arresto a seguito della procedura di estradizione nell'agosto 2007 ha costituito per lei uno choc psicologico che provoca oggi delle delicate conseguenze umane: convinta di terminare i suoi giorni in detenzione, rifiuta d'incontrare la sua famiglia e ha considerabilmente ridotto la sua alimentazione. Oggi la sua salute è in pericolo.

In questo contesto, mi sembra giustificato che una misura di grazia sia presa in considerazione a suo favore appena possibile. Per questa ragione mi sono rivolto a lei e la ringrazio dell'attenzione che ha prestato a questa richiesta, accettando di farsi interprete della mia preoccupazione.

Non ignoro evidentemente che questa decisione appartiene, secondo quanto previsto dalla costituzione italiana, ai poteri esclusivi del Presidente della Repubblica. Lei ha accettato di chiedere al Ministro della Giustizia di inviare al Presidente Napolitano una richiesta di grazia e per questo la ringrazio.

Signor Presidente del Consiglio, lei lo ha capito, se la Francia è legata alla cooperazione penale internazionale e europea, prioritaria in materia di lotta contro il terrorismo, e se si inchina di fronte alle sofferenze provocate dagli atti di chi si è perduto durante gli anni di piombo, si augura che ugualmente siano prese in considerazione le dolorose situazioni individuali.

L'Italia ha molto sofferto a causa del terrorismo e ha superato quella tragedia nel pieno rispetto dello Stato di diritto. Resta per questo un esempio per il mondo intero. Per questo confido nella sua capacitá  di trattare questo caso con una reale umanitá .

La prego d'accettare, signor Presidente del Consiglio, l'espressione della mia piú alta considerazione.

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