News per Miccia corta

02 - 07 - 2008

Vecchi fascisti in cattedra. «Tornano» Delle Chiaie e Merlino, lezione sul ` 68

 

 

(Corriere della Sera, 1 luglio 2008)

 

 

Garibaldi Andrea



ROMA - Riappaiono in via VI miglio, una di quelle traverse della Cassia che nei due sensi non ci passano due auto. Mario Merlino e Stefano Delle Chiaie, archiviati dalla cronaca come due fra i piú grandi eversori di estrema destra. Merlino ha la camicia rossa, ha portato con sé - data l' occasione - il Libretto di Mao, si è ingrossato, capelli e barba lunghi, bianchi oramai. Sorride molto: «I bambini mi indicano alle mamme: "Guarda, Babbo Natale!"». Delle Chiaie ha una maglietta celeste, sempre piccolo e nervoso, fuma, risponde secco. Merlino è stato tre anni in galera, venti nei tribunali, per la strage di piazza Fontana, in particolare. Delle Chiaie, accusato per piazza Fontana, strage di Bologna, golpe Borghese, omicidio Leighton per conto di Pinochet. Alla fine, tutti e due sempre assolti. La scena è il «Teatro stabile del giallo», l' organizzazione di PuntoZenith (destra radicale). Ci sono anche gli scrittori Adalberto Baldoni e Gabriele Adinolfi. Pubblico, una quarantina, anche tatuaggi, pantaloni mimetici, muscoli. Titolo del dibattito: «Valle Giulia 1968: chi sono quelli in prima fila?». E c' è una foto, la Celere che fronteggia gli studenti. « C' erano m Molti di noi, in prima fila - dice Merlino -. Con la consapevolezza che con l' unitá  generazionale potevamo far scricchiolare il potere. Poi ci furono gli scontri alla Sapienza, il 16 marzo. Msi, Pci e ministero dell' Interno contro gli studenti di destra e di sinistra. Noi siamo ancora qui. A sinistra, tanti sono i miracolati che hanno attraversato il Mar Rosso grazie al Mosè di Arcore». Dice Delle Chiaie: «Anni ' 66-67, c' erano molti contatti fra Avanguardia nazionale e i filocinesi, contro il sistema. Fummo separati: il potere aveva necessitá  degli opposti estremismi». Stefano Delle Chiaie ha 72 anni. Ha avuto un pub a Roma, quartiere Casilino, ha gestito una tv privata a Lamezia Terme, Tele Tirreno. Entrambi chiusi. Ora lavora per aprire una tv satellitare a Roma. Gli spettatori del dibattito lo salutano con deferenza, si chiamano fra loro camerati. Come vede l' Italia di oggi? «Grigiore completo. Unica cosa interessante, il libro di Tremonti sui guasti della globalizzazione: spero che alle parole seguano i fatti». Ha votato? «Ho votato per Alemanno a Roma e per un movimento di destra alle Politiche». Merlino scrive libri e da venti anni insegna storia e filosofia a Centocelle, liceo scientifico «Francesco d' Assisi»: «Una scuola culla di brigatisti. Qui studiarono Savasta e Maccari. Figuriamoci come fui accolto... Ho tenuto dei corsi sulla Repubblica sociale e sulla guerra civile. Portavo i ragazzi da Cossutta, da Vassalli. Da cinque anni la scuola me lo impedisce. Ora sto facendo il commissario d' esame al liceo "Cavour" vicino al Colosseo. Pochi giorni fa è comparsa una scritta: "Merlino il tuo onore puzza di detonatore". Il giorno dopo avevano cancellato Merlino e ci avevano scritto "Bentivegna", l' attentatore di via Rasella...». Ha votato, Merlino? «Di solito, evito. Ma stavolta ho votato Popolo della libertá , per un motivo estetico, per godermi le facce rabbiose dei professori di sinistra». Che succede in Italia? «Oggi c' è una grande melassa, con violenza latente. Ma esploderá , ci sará  una rivolta. Ogni giorno un sogno s' infrange, un altro ne sorge...».




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