News per Miccia corta

26 - 06 - 2008

Gli ``schiavi di Hitler`` contro la Farnesina

 

(la Repubblica, giovedí, 26 giugno 2008)

 


 


 

 

 

Per gli ex forzati italiani penso sia importante ricevere un gesto simbolico. Dargli ora 3000 euro non è quello di cui hanno bisogno

 

ANDREA TARQUINI




Berlino - Gli ex forzati di Hitler italiani aprono una dura polemica contro il ministro degli Esteri, Franco Frattini. Rimproverano al titolare della Farnesina quanto da lui detto nel corso della recente visita in Germania e in una lunga intervista al quotidiano Sueddeutsche Zeitung. Che cioè la recente sentenza della Corte di Cassazione, che ha confermato il diritto a chiedere alla Repubblica federale il risarcimento per chi fu deportato nel Terzo Reich dopo l'8 settembre e costretto ai lavori forzati, sarebbe «pericolosa». Non solo. Il ministro degli esteri ha anche detto che per i deportati avrebbero bisogno di «un gesto simbolico, magari un museo della memoria».

Ricordiamo in breve i fatti. La Cassazione ha stabilito in sostanza il diritto di presentare cause e chiedere risarcimenti. Risarcimenti che dal 2000 la Germania ha concesso a milioni di vittime del nazismo, escludendo peró di fatto «con obiezioni pretestuose e di fatto per motivi economici», dice il comunicato dell'Anrp, l'associazione degli ex internati e prigionieri italiani. Furono circa 800mila, civili e militari, i nostri connazionali che dopo la resa italiana agli Alleati e la cobelligeranza al loro fianco furono arrestati e deportati nei territori italiani occupati dalla Wehrmacht. Circa 50mila finirono nei campi di sterminio, altri 750mila lavorarono in condizioni bestiali, soprattutto nell'industria bellica del Reich. Oggi ne restano in vita appena 30mila, il piú giovane è nato nel 1924. Ogni giorno che passa, ai loro occhi un gesto d'indennizzo tedesco appare piú improbabile. «Mi chiedo allora che significato ha la medaglia d'onore concessa loro dall'Italia», afferma Enzo Orlanducci, presidente dell'Anrp. Che è deciso a dare battaglia.

Secondo l'associazione, un dato inquietante è che nell'intervista Frattini risponde affermativamente alle domande dell'intervistatore tedesco: se l'Italia tema, ove la Germania finisca per essere costretta a pagare, di trovarsi a sua volta ad affrontare una valanga di richieste d'indennizzo per le numerose vittime dei crimini di guerra di cui si rese responsabile in Africa, in Jugoslavia o in Grecia.

Protesta e sensibilizzazione continueranno in ogni modo, assicura Orlanducci. «Abbiamo consegnato al presidente del Parlamento europeo, un tedesco, una lettera di denuncia per chiedere anche una mediazione dell'Europa». Secondo il presidente dell'Anrp, il governo «ha paura che anche l'Italia debba pagare. Abbiamo commesso crimini, per paura di dover pagare non diamo fastidio a nessuno. E' un'offesa al diritto». Nell'intervista Frattini aveva detto tra l'altro che «se i tribunali decidono caso per caso, quando uno Stato è immune, non ci si puó piú affidare al principio dell'immunitá  statale. Ma il mondo ha bisogno di certezza del diritto. Altrimenti si scardina tutto».

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