News per Miccia corta

24 - 06 - 2008

Donne nella Resistenza. In arrivo una video-memoria

 

(Liberazione, martedí, 24 giugno 2008)

 

 

 

 

 

Roberta Ronconi

 




La memoria, per quanto da difendere, si porta indelebilmente addosso un sapore di nostalgia e passato che non sempre le giova. Per capire come essa possa essere anche presente e persino futuro, una buona occasione la forniva, nel fine settimana appena trascorso, la Festa nazionale dell'Anpi a Gattatico di Reggio Emilia. Una due giorni aperta dalla musica dei Gang in un'atmosfera da centro sociale in festa, con anziani e ragazzi uniti sotto lo stesso slogan: "Resistenza e/è antifascismo". Da tre anni, infatti, l'Anpi ha aperto le porte (le iscrizioni) a coloro che non hanno fatto la Resistenza ma che si dichiarano militanti antifascisti. L'idea - geniale - ha trasformato la storica associazione in un organismo piú vivente che mai.

 

A Gattatico in due giorni sono state registrate 30mila presenze, molte delle quali coinvolte nella due giorni di convegno dedicati alle donne della Resistenza.

 

Anche qui, un tema ricorrente di riflessione, su cui peró - a parte qualche libro di memorie - non si è mai riusciti a fare un punto definitivo né a darne la reale portata. Ma qualcuno oggi ci sta provando davvero, in modo sistematico.

 

La giornalista dell'Unitá  Gabriella Gallozzi, assieme al regista Guido Albonetti da sempre impegnato in documenti sulla memoria, da mesi stanno lavorando a un archivio video completo sulla Resistenza italiana fatta dalle donne: «una sorta di Fondazione audio-visuale, come quella che Spielberg ha creato per la Shoah», ci spiega Gallozzi. I numeri sono notevoli. Donne nella Resistenza vuol dire 35mila combattenti, 20mila staffette, 60 partecipanti ai Gdd (Gruppi di difesa donne). E soprattutto di una consapevolezza sempre piú profonda anche negli studi storici ufficiali: senza le donne la Resistenza in Italia non si sarebbe potuta fare.

 

«Molte avevano il fucile in mano - continua Gallozzi -, come Walchiria Terradura, comandante di 7 uomini che facevano parte della 5° Brigata Garibaldi-Pesaro. Molte altre lavoravano come staffette, oppure davano da mangiare e nascondevano gli uomini, li cambiavano, li trasformavano, servivano da raccordo. Ruoli tutt'altro che secondari. Ognuna di loro rischiava ogni giorno la vita».

 

Gallozzi e Albonetti stanno lavorando ad una faticosa opera di ricostruzione di materiali passati e presenti. «Il fatto è che questa nostra ricerca arriva in ritardo, ma non per questo è meno necessaria. Tante partigiane sono morte negli ultimi anni e quindi raccogliamo la loro testimonianza registrata da altri. Come quella, bellissima, di Germana Boldrini, firmata da Liliana Cavani nel 1964. O ancora, quella della grande gappista romana Carla Capponi, incontrata e filmata da tanti studiosi del campo». Di nuovo, Gallozzi e Albonetti aggiungono i video-ricordi (in primissimo piano) di altre 40 donne, che vanno dalla 94enne Giovanna Marturano resistente romana con anni di confino a Ventotene, alla piú giovane Teresa Vergalli (84 anni) che ha recentemente raccontato la sua attivitá  di partigiana in Emilia in un libro-testimonianza. «L'idea finale è quella di allestire un portale il piú completo possibile e consultabile da chiunque, in Italia e all'estero, sull'attivitá  delle donne nella lotta antifascista. Un lavoro estremamente faticoso, per il quale abbiamo bisogno di tempo e anche di sostegno economico».

 

Il progetto, infatti, è attualmente sostenuto dal coordinamento femminile dell'Anpi e da un Comitato scientifico, in collabrazione con l'Acab (Associazione culturale Antonello Branca, storico filmaker italiano) e con il patrocinio dei quotidiani Unitá  e Liberazione. «Ma di aiuti economici per andare avanti ne sono arrivati troppo pochi, per ora solo quelli della regione Lazio. Sarebbe davvero uno spreco non riucire a dare forma definitiva a tanto materiale per mancanza di soldi».

 

Intanto, un promo del lavoro di Gallozzi e Albonetti è stato presentato proprio a Gattatico, dalle parole trascinanti di Marisa Rodano. Storica fondatrice dell'Udi e partigiana, Rodano ha sottolineato come l'antifascismo, oggi come ieri, sia un valore imprescindibile. L'unico che ci puó salvare dalla violazione dei diritti e delle libertá  fondamentali acquisite dalla nostra democrazia.

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