News per Miccia corta

05 - 06 - 2008

``La Germania risarcisca gli schiavi di Hitler``

 

(la Repubblica, giovedí, 05 giugno 2008)

 

 



Per il risarcimento potranno essere pignorati beni immobili e conti correnti tedeschi nel nostro paese

 

ELSA VINCI

 


 

ROMA - «Vanno risarciti gli schiavi di Hitler». Ufficiali e soldati semplici, partigiani, ragazzini e padri di famiglia. La Cassazione a Sezioni Unite rende giustizia agli italiani rastrellati dai nazisti dopo l'8 settembre 1943: sono pienamente legittime le cause intentate dagli ex deportati nei confronti della Repubblica Federale tedesca per ottenere il risarcimento delle sofferenze patite nei campi di concentramento o nell'industria bellica del Reich. Un atto di giustizia che rischia di aprire un nuovo contenzioso tra Roma e Berlino.

«Quelle deportazioni sono un crimine contro l'umanitá ». Con una decina di sentenze definitive la Suprema Corte ha respinto i ricorsi della Germania, rappresentata dall'ambasciatore in Italia. La Repubblica Federale rivendicava in Cassazione il diritto alla «immunitá » da ogni forma di risarcimento sugli atti compiuti dai tedeschi durante la Seconda guerra mondiale. Ma gli ermellini hanno raccolto l'attesa degli "schiavi di Hitler". Sono una cinquantina di ex deportati, oggi tutti ultra ottantenni, tostissimi e «arcistufi» di aspettare. Il gruppo storico arriva dalla Val di Susa, difeso dall'avvocato Luca Procacci che ha intentato la causa pilota e che ora annuncia centomila ricorsi. Ci sono toscani, siciliani, pugliesi, veneti. Quando li hanno rastrellati avevano chi quindici, chi diciassette anni.

La Corte giá  nel 2004 aveva bocciato i ricorsi tedeschi. Berlino non si è arresa e ha continuato a contestare l'orientamento espresso dagli ermellini. Ma le Sezioni Unite - con diverse sentenze tra cui la 14201 - hanno ribadito che non si possono escludere dai risarcimenti «crimini che segnano anche il punto di rottura dell'esercizio tollerabile della sovranitá ». «La Repubblica Federale - avvertono i supremi giudici - non ha il diritto di essere riconosciuta immune dalla giurisdizione civile del giudice italiano, che va pertanto dichiarata». Tanto piú - sottolineano i magistrati - che l'inizio delle deportazioni avvenne in Italia dopo l'8 settembre 1943. Non c'è dubbio, conclude la Cassazione, che «la comunitá  internazionale considera la deportazione e l'assoggettamento dei deportati al lavoro forzato come crimine contro l'umanitá ».

Adesso le vittime possono ottenere anche il pignortamento dei beni tedeschi in Italia. Per esempio la Germania rischia di dover pagare con i beni immobiliari e i conti correnti che possiede lungo la Penisola - esclusi ambasciate e consolati - il risarcimento di 60 milioni di euro che deve ai familiari della strage nazista di Distomo (Grecia) dove, il 10 giugno 1944, furono uccise per rappresaglia contro i partigiani 218 persone, tutte donne e bambini. La Corte ha infatti convalidato l'iscrizione di una ipoteca parziale sulla bellissima Villa Vigoni, che si affaccia sul lago di Como a Loveno di Menaggio, dove ha sede il centro italo-tedesco, di proprietá  della Germania. La misura cautelare convalidata dalla Suprema Corte - sentenza 14199 - fa seguito alla condanna della Germania al pagamento delle spese legali (tremila euro) del processo che si è svolto in Grecia nel 2000 e che non ha mai dato luogo ad alcun risarcimento.

Il portavoce del ministero degli Esteri tedesco ha dichiarato che le sentenze della Cassazione sono giá  pervenute al governo. Nessuna resa. «Decideremo quali passi avviare».

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