News per Miccia corta

22 - 05 - 2008

Che Guevara secondo Soderbergh

 

(Unita.it)

 

Pasquale Colizzi


 

Benicio Del Toro

 

 


 

Un panino e una bottiglia d'acqua e quindici minuti di pausa tra la prima e la seconda parte del monumentale biopic su Che Guevara. I giornalisti in sala rifocillati come truppe nella giungla per trascorrere indenni le quattro ore e mezza di immagini con Benicio Del Toro, protagonista assoluto, nei panni del rivoluzionario argentino.

In Francia Che di Steven Soderbergh uscirá  in due parti, una a ottobre, l'altra a novembre. Intanto ha catalizzato l'attenzione del concorso, dove giá  si parla di un premio per questo sforzo produttivo (tutti soldi europei, piú regista e attore) e artistico (sette anni di ricerche per il regista di Ocean 11, 12, 13). Soderbergh ha giá  ricevuto la Palma d'Oro per Sesso, bugie e videotape nell'89.

Si parte dal primo incontro tra il giovane medico argentino Ernesto Guevara e il fratello minore di Fidel Castro, l'attuale presidente di Cuba Raoul in un appartamento di Cittá  del Messico nel '55 e si finisce, inevitabilmente, con la morte del rivoluzionario, il 9 ottobre del 1967, fucilato da un reparto boliviano assistito da agenti CIA a La Higuera.

In mezzo, una vita vissuta per la causa: il discorso all'Onu nel '64, la guerriglia contro il regime di Fulgenzio Batista nel '59, l'impegno politico e il sostegno all'istruzione: «áˆ l'ignoranza del popolo che permette il suo sfruttamento».

E poi celebri frasi: «Il rivoluzionario è guidato prima di tutto dall'amore» oppure: «Noi fuciliamo e continueremo a fucilare. La nostra rivoluzione è a morte». Il film è stato girato in spagnolo (Benicio Del Toro è portoriconano) guardando al grande mercato latino.



 

Philippe e Louis Garrel

 

Consapevole di dover scontentare qualcuno ritraendo un'icona, Soderberg ha precisato il suo punto di vista: «Ho sentito molto come Nord americano la responsabilitá  di mettere mano a un personaggio come Che Guevara, ma il mio compito non era tanto di rendere la sua immagine politica, quanto di riportare il suo percorso umano».

In una conferenza stampa in cui si è parlato in inglese e spagnolo, il regista ha spiegato: «Sono diventato come "agnostico". Non volevo avvalorare le sue teorie, ma solo parlare di quest'uomo, della sua volontá  ferrea. Del fatto che a un certo punto ha abbandonato tutto, anche la sua famiglia, per aiutare gli altri. ሠquesto che davvero mi ha affascinato».

Il concorso si arricchisce inoltre di due titoli, girati da autori molto evocativi. Con Adoration Atom Egoyan torna alle atmosfere rarefatte del "profondo" Canada, con un ragazzino che si reinventa una vita usando internet, astraendosi da questa realtá  per scivolare negli spazi virtuali.

Per la prima volta in gara a Cannes, nonostante sia uno degli autori piú vezzeggiati dalla critica francese, Philippe Garrel, ancora in bianco e nero e grande attenzione formale, ha mostrato La frontiere de l'aube. Qualche fischio dei giornalisti per la storia romantica tra il giovane fotografo Francois (interpretato dal figlio del regista, Louis Garrel) e l'attrice Carole (Laura Smet). I due cominciano una relazione ma quando il marito di lei torna improvvisamente da Hollywood, il fotografo se ne va lasciando nella devastazione emotiva la ragazza, che tenta di uccidersi.

Alla Quinzaine des Realisateur, dove mercoledí è passato l'italiano Francesco Munzi con Il resto della noitte, spazio ad un altro autore italiano, all'esordio, che peró lavora con soldi stranieri. Si tratta di Nicola Sornaga e il suo Monsieur Morimot, su un vecchio giapponese che vive a Parigi dal giorno della pensione conducendo finalmente la vita bohemienne che sognava come i prediletti pittori impressionisti.



 

Madonna e Sharon Stone
Tra gli eventi speciali la lezione di cinema di Quentin Tarantino - lo hanno preceduto importanti autori e un solo italiano, Nanni Moretti - che potrebbe anticipare i prossimi impegni di cinema.

Intanto la passerella brucia personaggi celebri a rotta di collo. Madonna ha presentato il documentario «I Am Beacuse We Are», che ha scritto, prodotto e diretto, per mostrare la condizione dei bimbi orfani dell'Aids in Malawi.

Flash impazziti quando la signora Ciccone ha incontrato sul red carpet Sharon Stone, arrivata per l'usuale asta di beneficenza Amfar in programma giovedí sera. Un tavolo al Moulin de Mougins, il ristorante sulle colline di Cannes prenotato per l'evento, costerá  agli ospiti fino a 150 mila dollari. Lo scorso anno l'asta raggiunse i 7 milioni di dollari. Diversi stiliste, da Cavalli a Fendi, da Armani a Versace, avranno la loro postazione e naturalmente i soliti bei nomi.

Appetibile, per chi puó permetterselo, la lista di oggetti. Per rendere l'idea: una Porsche 911 rossa del 1976 donata dalla stessa Stone, l'abito di Alberta Ferretti in chiffon lilla con collier da 2904 carati (base d'asta 455 mila euro), la Alligator Diamond, classico di Chanel reinterpretato da Karl Lagerfeld con 344 diamanti (180 mila euro in partenza), un minitelefonino Dior tempestato di zaffiri rossi (18 mila euro di base), un ritratto del pittore e regista Julian Schnabel, la Moet Hennessy Guitar Case, valigia in coccodrillo di Lagerfeld con sei bottiglie di Dom Perignon rosè del valore di 100 mila euro.

Saranno soddisfazioni impalpabili altri due "oggetti d'asta": un incontro privato con una modella di Victoria's Secret in occasione delle sfilate a novembre a Miami Beach e una proiezione privata per 60 persone per il film di Woody Allen in agosto a New York.

Dopo la serata d'asta, party al Fendi á’ sulla Croisette. Se passate di lá ...
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