News per Miccia corta

17 - 05 - 2008

California, assolti i comunisti ``Non sono piú un pericolo``

 

(la Repubblica, sabato, 17 maggio 2008)

 


Il democratico che ha promosso la riforma: "Gli Usa non hanno piú nulla da temere"

Da destra qualcuno frena: "Il comunismo resta brutale a Cuba e in Cina"

 

VITTORIO ZUCCONI

 


Mezzo secolo dopo la morte di Joseph McCarthy, l'ultima ereditá  del maccartismo viene liquidata dal Senato della California. Nello Stato che visse una feroce persecuzione contro registi e attori del cinema sospettati di simpatie comuniste, la commissione Giustizia ha abrogato la legge che permetteva di licenziare chi si proclamasse comunista.

Detta in altro modo, la legge numero 1322 - che il Senato approverá  sicuramente dopo il via libera della commissione e che il governatore Schwarzenegger non veterá  - legalizza l'appartenenza a movimenti, organizzazioni, partiti che si riferiscano a quella ideologia. Da oggi è permesso essere comunisti, per la semplice ragione, ha detto il suo autore, il democratico Allan Lowenthal, che «il comunismo è un'ideologia fallita e finita», dalla quale «gli Stati Uniti non hanno piú nulla da temere». E dunque negare i diritti civili e costituzionali a cittadini, nel nome della paura per qualcosa che non fa piú paura e non esiste piú, sarebbe insieme «grottesco e ingiusto».

La sepoltura finale del maccartismo, in questo mese di maggio come il mese del 1957 nel quale il cavaliere della crociata disarcionato dalla vergogna e dall'alcol, morí, ha comprensibilmente suscitato le reazioni indispettite dei duri a morire, di quei repubblicani che dopo avere prosperato per decenni sulla «minaccia rossa», ora vedono scomparire l'ultima stampella della rimpianta Guerra Fredda. «Il comunismo esiste - ha tentato di riesumarlo l'ultimo maccartista, il senatore Jeff Denham - e continua a reprimere brutalmente la libertá  e i diritti umani a Cuba e in Cina», informazione che andrebbe recapitata al presidente George Bush, deciso a partecipare alla celebrazione olimpica proprio in quella Cina che reprime e brutalizza.

Ma la California, Stato tra i piú liberal d'America nella politica e nel costume, quello dove appena due giorni or sono la Corte Suprema dello Stato ha sconvolto i benpensanti e le falangi cristiane autorizzando le nozze fra cittadini dello stesso sesso, era curiosamente rimasto l'ultimo a conservare nei proprio codici la necessitá  di attestare l'anticomunismo degli aspiranti. Nelle richieste di assunzione in impieghi pubblici, il candidato doveva attestare di «non appartenere a partiti comunisti o a organizzazioni di facciata per i comunisti», come richiesto da una legge approvata nel 1953, all'apice del potere e della popolaritá  del cacciatore di ombre rosse, quando anche i Kennedy lo sostenevano appassionatamente. L'aveva mantenuta nei libri nonostante da tempo la Corte Suprema degli Stati Uniti avesse giá  decretato che l'appartenenza a qualsiasi movimento o partito politico non poteva essere motivo di licenziamento o di discriminazione, secondo il diritto alla libertá  di opinione, di espressione, e di associazione garantita a ogni cittadino.

Era una clausola - spesso compilata mentendo da turisti italiani ed europei - che per generazioni ogni viaggiatore o turista verso gli Stati Uniti aveva dovuto scrivere nelle richieste di visto e che aveva impedito per decenni a personalitá  internazionali della politica, della cultura e del giornalismo, di entrare sul territorio americano, off limits per le loro frequentazioni o appartenenze marxista.

L'indice anti-comunista aveva provocato, nel 1969, il licenziamento di Angela Davis, leader riconosciuta dei comunisti americani, dalla sua cattedra nel sistema della universitá  statali della California, dopo che lei aveva rifiutato di sottoscriverla e di declamare il pledge of allegiance, il giuramento alla Costituzione, richiesto ai docenti, dagli asili alle universitá .

Di questa legge si erano dimenticati anche i sostenitori e i reduci della Guerra Fredda, essendo il partito comunista ormai talmente minuscolo da non essere piú neppure elencato nel registro dei partiti riconosciuti dal segretario di Stato californiano. The Communist Party era stato semplicemente ammucchiato con altre formazioni irrilevanti sotto la umiliante voce «altri» e la legge 1322, il pezzo di carta che simboleggia la sepoltura della paranoia maccartista e la fine della Guerra Fredda anche in California è soltanto la certificazione di una morte avvenuta da tempo. La California di Ronald Reagan l'ex segretario del sindacato attori che collaboró vigorosamente con McCarthy per denunciare ed esiliare colleghi e concorrenti dagli studios e dai palcoscenici, ha sepolto un'epoca storica. Ora anche Charlie Chaplin, che lasció per sempre l'America nel 1952 per evitare di essere chiamato a deporre in commissione e confessare le sue simpatie per la sinistra, potrebbe tornare a Hollywood senza timore di essere arrestato o trascinato davanti a Joe McCarthy dove Chaplin, prima di rassegnarsi all'autoesilio, aveva deciso di presentarsi nel costume di Charlot, del pagliaccio.

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori