News per Miccia corta

15 - 05 - 2008

Quando a Cannes success un... '68. Il festival rievoca il maggio di lotta e cinema

 

 

(Liberazione, giovedí, 15 maggio 2008)

 

 

Boris Sollazzo

 

 

Cannes


Cannes compie 61 anni, una dolce maturitá  per la vetrina di un cinema che è arte ma ormai soprattutto mercato. Ma questo festival è stato anche giovane e bello, e ama ricordare i fasti passati senza diventare mai nostalgico. Aveva 21 anni nel 1968, piú o meno l'etá  di molti dei suoi frequentatori, e aveva giá  in sé le stimmate del mito, la Croisette era giá  un modo di dire e il tappeto rosso celebrava sfilate di grandi artisti. Alcuni lo consideravano un angolo di paradiso cinefilo, un luogo a parte in cui immergersi per scoprire il mondo e le sue espressioni visive. Altri, in quel sontuoso Palazzo e in quel glamour individuavano il Sistema. Avevano ragione entrambi.

Si inizió, con preoccupazione ed eccitazione il 10 maggio. Le universitá  e le strade ribollivano, e il 13 invasero il festival. Una contestazione dura e creativa, fatta di sit-in e lunghi discorsi, di artisti e studenti. Nessuna violenza, la rabbia e la rivalsa si tramutarono in contaminazione. I ragazzi ebbero subito l'appoggio della Nouvelle Vague, Francois Truffaut e Jean-Luc Godard in testa. Poco prima della proiezione del film in concorso Peppermint Frappè di Carlos Saura, il 18 maggio 1968, si palesarono, portando pubblico ed eclatante appoggio «ai movimenti sociali che lottavano per migliorare il paese». Il giorno dopo il festival chiuse in anticipo (di cinque giorni), dopo estenuanti discussioni e trattative, il palmares non venne compilato e il presidente Andrè Chamson sciolse la sua giuria. Un successo per il movimento, ma anche per un festival che non si chiuse nella sua gabbia dorata. Quella contestazione portó in dote, per esempio, l'esperienza della Quinzaine des Realizateurs, anch'essa splendida quarantenne in questo 2008.

Il 1968 non avrá  al Festival di Cannes pomposi festeggiamenti, ma una serie di eventi quasi intimi, per chi ama il cinema e quegli anni. Il giá  citato Peppermint Frappè aprirá  la retrospettiva, seguiranno 13 jours en France (serve dirvi di cosa parla?) di Claude Lelouch, The Long Day's Dying di Peter Collinson, Anna Karenina di Alexandre Zarkhi, 24 heures de la vie d'une femme di Dominique Delouche. Erano, in quella 21^ edizione, i fiori all'occhiello di una selezione impegnata e ribelle.

La Quinzaine si dedicherá  all'aspetto piú ludico con una festa, il 18, che radunerá  e ricorderá  i registi che lí trovarono uno spazio di assoluta libertá , quando pubblico e critica non (li) capivano. Da Stephen Frears a Martin Scorsese, da Herzog a Jarmusch (premiato con la Carrosse d'Or) fino a chi, come Fassbinder non puó piú stupire.

La Semaine de la Critique, infine, ha previsto un incontro intitolato "Una giornata particolare - il cinema politico. Fernando Solanas, Roman Goupil e Hany Abu-Assad a confronto". Il primo fondó nel '68 il movimento di autoproduzione e distribuzione Cine Liberacion; il secondo era sulle barricate del maggio francese; il terzo è il regista di Paradise now . Auguri.

 

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori