News per Miccia corta

05 - 05 - 2008

Alemmano. Dal monastero dei Templari, messaggio a Berlusconi. ``La destra moralitá  e popolo``

 

 

(la Repubblica,LUNEDáŒ, 05 MAGGIO 2008)

 

 

 

 

 

 

 

La nostra storia non è coperta dal fango, la comunitá  militante dá  sempre il senso alla nostra vita

Dovete combattere la corruzione, non assalire gli assessorati, rifuggire dalle poltrone

Diceva Marx: struttura e non sovrastruttura, sulla quale alla fine è implosa la sinistra

 

 

ANTONELLO CAPORALE

 


OCRE - "Voglio raggiungere gli ottomila metri". Con quelle mani e quella determinazione Gianni Alemanno puó farcela a scalare la montagna. Virtus in actione consistit. Giá . "Dovete combattere la corruzione, evitare di assalire gli assessorati, badare alla moralitá . Fare gruppo, costruire rapporti nel sociale, stabilire un legame col popolo. Rifuggire dalle poltrone, trovare la via per costruire una nuova classe dirigente. Dovremo conservare la forma di comunitá  militante".

Il corpo brevilineo del sindaco di Roma raggiunge il monastero - fortezza del Santo Spirito che dal monte di Ocre si apre sulla valle dell'Aterno, alle spalle dell'Aquila. E' la suggestione del luogo, vi furono armati i Templari, la caratura delle mascelle dei giovani chiamati a raccolta, il timbro della sua voce a segnalare lo scarto linguistico ma anche la prepotenza politica con la quale Alemanno afferma il suo ingresso sul podio del centrodestra.

"Diciamo no al partito di plastica". Applausi. "Bisogna peró guardare al Popolo della libertá  senza i dolori di chi ha il torcicollo". Una settimana soltanto è trascorsa dalle elezioni, e il sindaco è ora avvinghiato da strette di mano nel modo dei legionari di Roma, all'altezza dell'avambraccio. E' il suo covo, la sua famiglia. Avrebbe potuto nascondere questa argenteria, sotterrarla e fuggirne via. Invece il peso del nero, di tutta la letteratura con la quale si forgiano i novelli arditi che con cura oggi studiano il pensiero di Vilfredo Pareto, Roberto Michels e Giovanni Mosca, teorici dell'elitismo (la democrazia conduce immancabilmente un'elite al potere e dunque il popolo si ritrova presto spogliato ed escluso da ogni potestá  di autogoverno) è esibito sotto un sole lucente della prima domenica di maggio. Qui Fini non avrebbe mai messo piede, e qui - di Gianfranco Fini - la considerazione non è altissima. A pranzo, tra gli iscritti al corso di formazione politica: "Voleva un ruolo istituzionale, l'ha ottenuto. Sará  contento e sazio. Gianni invece no, è di un'altra stoffa".

In effetti Alemanno, che il Times chiama giá  "il duce di Roma", sembra avere molto piú carburante ideologico dell'ormai ex presidente di Alleanza Nazionale, e molte piú letture, un alfabeto nuovo cui la politica dovrá  fare i conti. E anche il fisico.

Agenda di oggi, per esempio: alle dieci all'Altare della Patria, alle 10,30 a Porta San Paolo a rendere omaggio ai caduti della libertá ; alle 11 alle Fosse Ardeatine, alle 12 alla sinagoga di Roma. "La sicurezza ci aiuta a condurci verso il senso profondo della nostra identitá . La sicurezza è una precondizione per sentirci liberi. E da liberi, senza alcuna paura, affermare le nostre radici e custodirle". Contro il relativismo. Eticitá  assoluta, come diceva Gentile. Per la cristianitá  riverita e professata. Viva Dio, viva il Papa: "Non è mai successo. Sono stato omaggiato in chiesa dal Pontefice. A Santa Maria Maggiore mi hanno applaudito lungo la navata".

Ecco la sua idea: "Chi viene in Italia dovrá  accettare le nostre regole, i nostri simboli". Gerarchia, diritto verticale, supremazia culturale e religiosa, imposizione di modelli. Andare dal popolo. "Impegno massimo per le periferie, per i poveri, la gente, il popolo. Pensare di meno alla festa del Cinema. Non sento il bisogno di tutte quelle star di Hollywood". Riempire le buche per strada e non segnare piú le piazze di concerti ed eventi. "Diceva Marx: struttura e non sovrastruttura sulla quale alla fine si è poggiato ed è imploso il ciclo della sinistra".

Croci e spade, armi e fede. "Fratellanza" dice Marcello De Angelis, l'amico, il fratello, il camerata, ora il deputato che Alemanno ha voluto sposare in Campidoglio in piena campagna elettorale. Il passato ha inseguito De Angelis fino a poco tempo fa: Terza posizione, il carcere, l'accusa di essere sovversivo, la fuga all'estero. L'articolo del codice penale con il quale si è ritrovato in cella, il 270 bis, è divenuto il nome della band musicale che raccoglie sotto la direzione e con la voce (di buona qualitá ) del parlamentare, nel genere del rap, la storia e la lotta e la rabbia dei fratelli e camerati caduti in guerra: "Ho il cuore nero/e tanta gente mi vorrebbe al cimitero/io me ne frego e sputerei al mondo intero/. Oggi a Ocre, nel monastero-fortezza, l'onorevole De Angelis abbraccia il sindaco di Roma e segna la vittoria: "La nostra storia non è coperta dal fango. Detto questo, gli anni 70 sono dietro le spalle. Ma la comunitá  militante dá  sempre il senso alla nostra vita".

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