News per Miccia corta

30 - 04 - 2008

``Quei neri piú a sinistra dei rossi cosí Roma ha scelto i fascio-comunisti``

 

(la Repubblica, 30 aprile 2008)

 


Prima proletari, poi intruppati nel Msi, oggi sovrastati dalla destra vera di Bossi e Berlusconi

"Anche Alemanno è piú a sinistra di Rutelli. Ma si salva solo se fedele alla sua tradizione"

 

FRANCESCO ERBANI

  


I fascisti o ex fascisti li ha conosciuti bene. Uno, Accio Benassi, l'ha raccontato nel romanzo Il fasciocomunista, che Daniele Lucchetti ha portato sullo schermo intitolandolo Mio fratello è figlio unico. Accio è lui, Antonio Pennacchi, scrittore, iscritto al Msi e poi espulso nel '68, approdato a Servire il Popolo, al Psi, alla Cgil, alla Uil, al Pci e poi di nuovo alla Cgil, ed espulso anche da lí. Si dichiara stalinista, leninista e marxista. «Alemanno non lo conosco, ma ho conosciuto quelli come lui, che per convenzione si chiamavano fascisti di sinistra».

Per esempio?

«Luciano Lanna, attuale direttore del Secolo d'Italia, Umberto Croppi, anche lui, come me, cacciato dal Msi».

Che tipo di fascisti erano?

«Erano gli eredi dell'anima rivoluzionaria del fascismo. Anima proletaria. Psicologia dei perdenti, quelli che non tradiscono la squadra, anche se vinta. Antiamericani, anticapitalisti. Le dico una cosa forte?».

Proviamo.

«Alemanno è piú a sinistra di Rutelli».

Opinioni personali. Si spieghi meglio.

«Una delle mitologie coltivate in quegli ambienti era la bonifica delle paludi pontine attuata dal fascismo. Che modificó i rapporti di classe, avvió riforme strutturali nel mondo contadino. Poi quei ragazzi si intrupparono nel Msi e la linfa si esaurí».

Lo racconta nel Fasciocomunista. Dove c'è anche la storia, che lei giura vera, di Stefano Delle Chiaie che a Valle Giulia guidava i militanti di Avanguardia nazionale contro la polizia.

«Fu allora che il Msi impedí che fraternizzassimo con i rossi. O di qua o di lá . E cosí nel partito si ritrovarono i fascisti conservatori e quelli rivoluzionari. Purtroppo il collante era alimentato dal fatto che la sinistra li relegó tutti insieme in un ghetto».

Accio Benassi, cioè Antonio Pennacchi, viene espulso allora.

«Sí, ed è la sua salvezza. Rischiava di diventare un terrorista».

Agli altri cosa succede?

«Molti restano nel Msi. Ma quando, anni dopo, Berlusconi fa uscire dal ghetto il partito di Fini, io speravo che il loro vitalismo riemergesse. E invece sono stati sovrastati dalla destra vera, Berlusconi stesso e Bossi. Posso parlare di Latina, la mia cittá ?».

Dica.

«Negli anni 90 fu eletto sindaco Ajmone Finestra, soldato nella Rsi, vero fascista di sinistra. Finché ha governato da solo, ha governato bene. Al secondo mandato si è alleato con Forza Italia. Poi è arrivato Vincenzo Zaccheo, sempre An, che è stato peggio della peggiore Dc».

Che cosa ha fatto?

«Ha oltraggiato la sua storia. Sotto Piazza del Popolo, simbolo della Littoria fascista, vuol scavare un parcheggio».

ሠun consiglio per Alemanno?

«Alemanno si salva solo se resta fedele alla sua tradizione».

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori