News per Miccia corta

28 - 04 - 2008

Un po' di lotta, un po' di ogverno. Il 25 aprile sottotono di Lisbona

 

(Liberazione, 27 aprile 2008)

 


 

Paolo Hutter

 

 


Lisbona

In testa al corteo un carro armato autentico, ma verniciato di graffiti e cavalcato da bambini con i garofani rossi. Il 25 aprile portoghese ha 34 anni e li dimostra tutti. E' ancora e di nuovo capace di portare in piazza centomila persone in un assolatissimo pomeriggio estivo a Lisbona, è capace di commuoversi cantando in coro "Grandola Villa Morena", la canzone che trasmessa da Radio Renascencia la notte tra il 24 e il 25 aprile 1974 diede il segnale del golpe democratico ai militari che facevano riferimento al Movimento delle Forze Armate. E' festa nazionale, come in Italia, e la coincidenza con la data della 63enne Liberazione italiana qui è conosciuta da tutti. O meglio, da tutti quelli che hanno affollato il corteo pieno di garofani rossi, da tutti quelli che sanno di politica ma che sono - lo ha denunciato proprio ieri il Presidente della Repubblica - troppo pochi rispetto all'insieme della societá  portoghese. Per un verso è anche comprensibile che sia una giornata di vacanza piú che di lotta e che il piú grande giornale portoghese, il Diario de Noticias , gli dedichi solo due svaccate paginette.

Il 25 aprile 1974 di per sé non spacca, divide meno che in Italia, tutti a parole vi si riconoscono, come mi dice, nella sede dell'associazione 25 aprile uno dei mitici "capitani d'aprile", Vasco Lourenco, soddisfatto della riuscita del corteo e critico verso la situazione del paese. Sono i due anni successivi all'aprile 1974 a dividere, quella grande instabilitá  attraversata da tumultuosi movimenti popolari e ancora militari, quel miscuglio di speranze rivoluzionarie e di manovre politiche? «Non posso negarlo», risponde Lourenco, ma a posteriori il conflitto che lo oppose al piú rivoluzionario dei colleghi capitani, Otelo de Carvalho, li vede oggi riconciliati e uniti in un atteggiamento di coscienza critica verso quelli che sono oggi i mali del paese. Diseguaglianze sociali, precarizzazione, clientelismi, partitocrazie, speculazioni.

Ho visto toni di protesta nel corteo, dove dominavano le bandiere rosse della Cgtp, forse la Cgil portoghese, del Partito comunista, del Blocco di sinistra, dei municipi e dei comitati di sinistra. Dov'erano piú visibili i cartelli con lo slogan "Pais precario, abril ao contrario", e persino quelli per l'integrazione degli immigrati, che non la presenza del partito di maggioranza, il Partito socialista tornato al potere nel 2005. Un corteo che vedeva vicini gli ultra 70enni della vecchia guardia con i teen ager delle federazioni giovanili. Con qualche spicchio piccolo di femminismo, ecologismo e gay e molto sindacalismo, compreso quello dei poliziotti e dei militari.

Chiedo a Vasco Lourenco se la loro associazione 25 aprile, perno del comitato che ogni anno organizza la manifestazione, si propone questo profilo di opposizione, vicino al Partito comunista portoghese, ai Verdi, al Blocco di Esquerda. Forze che pur in competizione tra loro prendono complessivamente attorno al 15% dei voti. Il capitano d'aprile mi risponde che effettivamente la sua associazione, e in generale la sua generazione non è per nulla soddisfatta del Portogallo di oggi, ma il loro non è un movimento che si pone sul piano strettamente politico dell'opposizione. I socialisti al governo sono comunque tra i promotori delle iniziative. Parlano di tendenze neoliberiste e di diseguaglianze e di perdita dello spirito pubblico come consueguenza del neoliberismo mondiale e delle multinazionali. D'altra parte Vasco Luorenco e i capitani d'aprile hanno critiche anche nei confronti dei partiti di opposizione.

Vogliono una legge che faciliti la presentazione di liste civiche alle elezioni, dicono che un po' tutti i partiti si son trasformati in uffici di collocamento. Gli chiedo se gli ex capitani d'aprile vogliono essere la coscienza critica del paese. Sorride che sí...

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori