News per Miccia corta

26 - 04 - 2008

Napolitano a Genova esalta la Resistenza ``Basta denigrazioni o false equiparazioni``

 

(la Repubblica, SABATO, 26 APRILE 2008)

 

 

La Resistenza tradita? L'unico mito usato in modo fuorviante e nefasto: è privo di fondamento storico Peró non vanno confuse le due parti in lotta

 

GIORGIO BATTISTINI

 


 

GENOVA - Si pu√≥ e si deve raccontare la Resistenza ¬ęsenza sottacere nulla, smitizzando quello che c'√® da smitizzare. Ma tenendo fermo un limite invalicabile rispetto a qualunque forma di denigrazione o svalutazione¬Ľ. Ad essa, alla Resistenza, dobbiamo infatti ¬ęindipendenza, dignit√°¬† e libert√°¬† della nazione¬Ľ. Essa, dunque, ¬ęnon pu√≥ appartenere solo a una parte della nazione¬Ľ ma dev'essere al centro di ¬ęuno sforzo per ricomporre, in spirito di verit√°¬†, la storia della nostra repubblica¬Ľ. Chiede verit√°¬†, il presidente della Repubblica nel celebrare a Genova il 25 aprile, festa della Liberazione dal fascismo e dall'occupazione nazista. Il "nuovo inizio dell'Italia" e della sua democrazia. Memoria storica del Paese e della pacificazione nazionale. ¬ęDobbiamo giungere sempre pi√ļ decisamente a questa condivisione¬Ľ, dice Napolitano nel salone del Maggior consiglio, a palazzo Ducale, ¬ęa questo comune sentire storico¬Ľ. Il Capo dello Stato ricorda che la Resistenza fu anche guerra civile: ¬ęSe ne pu√≥ dare un'analisi ponderata che non significhi in alcun modo confondere le due parti in lotta, appiattirle sotto un comune giudizio di condanna o di assoluzione¬Ľ.

Venticinque aprile, festa della Resurrezione italiana. Festa che segna la ¬ęriconquista su tutto il territorio nazionale d'una condizione di libert√°¬† e d'indipendenza¬Ľ. Al capo dell'attuale maggioranza di governo, Berlusconi (che invita a ¬ęcapire le ragioni dei ragazzi di Sal√≥¬Ľ) il capo dello Stato indirettamente risponde invitando a ¬ętrasmettere nella sua interezza, nella sua complessit√°¬†¬Ľ l'esperienza vissuta ¬ęnel drammatico periodo in cui l'Italia era tagliata in due. Esperienza tradottasi in una straordinaria prova di riscatto civile e patriottico¬Ľ. Ci fu, ricorda il presidente, della Repubblica l'importante contributo e concorso dei militari ¬ęche si unirono ai partigiani¬Ľ, ma ¬ęle ragioni, le molle della ribellione e della lotta di tanti nostri militari¬Ľ vanno ricercate nel ¬ęsenso dell'onore e della dignit√°¬† nazionale e personale, di un senso sicuro di patria, che abbracci√≥ tutti¬Ľ.

Napolitano rimane a colloquio per mezz'ora col cardinale Bagnasco. L'arcivescovo √® inizialmente accolto da applausi, presto per√≥ subissati da fischi e contestazioni. Severo il giudizio del sindaco Marta Vincenzi: ¬ęServe rispetto per tutti¬Ľ. Nel suo discorso Napolitano attacca i miti sbagliati, pensando ai disastri della sinistra violenta. ¬ęIn realt√°¬† c'√® stato solo un mito privo di fondamento storico reale e usato in modo fuorviante e nefasto: quello della cosiddetta Resistenza tradita, servito ad avvalorare posizioni ideologiche e strategiche pseudorivoluzionarie, di rifiuto e rottura dell'ordine democratico e costituzionale scaturito proprio dai valori e dall'impulso della Resistenza¬Ľ.

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