News per Miccia corta

22 - 04 - 2008

Gianni, crociato eclettico tra Evola e Santo Sepolcro

 

(la Repubblica, MARTEDáŒ, 22 APRILE 2008)

 


Arrivato al ministero fece benedire la stanza che era stata di Pecoraro

Il candidato sindaco: la celtica per me ha valore religioso, era di Paolo Di Nella

Da ministro ha celebrato il solstizio d'inverno e scalato il K2

 

FILIPPO CECCARELLI

 


 

Ballottaggi: a ciascuno la sua croce. Quella che porta appesa al collo Gianni Alemanno è una croce celtica. Poco amichevolmente, in veritá , l'ha ricordato nei giorni scorsi l'ex sodale Storace, ma si sapeva dal maggio del 2006, quando alle Invasioni barbariche Daria Bignardi in pratica costrinse l'esponente di An a sbottonarsi il colletto della camica mostrando quel ciondolo alle telecamente, in una specie di outing a sfondo politico, identitario e confessionale.

«Per me - disse in quell'occasione - è un simbolo religioso e rappresenta un modo d'essere del cristianesimo celtico. Lo porto anche in ricordo dei miei amici persi». Quella croce, in particolare, apparteneva a un giovane di destra trucidato dai «rossi» negli anni di piombo, Paolo Di Nella - a cui nel 2005 l'amministrazione Veltroni ha dedicato una strada.

C'è pure da dire che il simbolico spogliarello allora non piacque affatto ad Alemanno: «Lei mi fa una violenza - disse - perché certe cose è meglio non metterle in campo». Ma da due anni a questa parte, grazie anche a spettacoli politici di questo genere, «certe cose» hanno ampiamente guadagnato il campo della vita pubblica. Tanto che ieri il candidato sindaco del centrodestra non solo ha insistito sulla natura religiosa della sua croce celtica, ma ha rivelato di averla anche fatta benedire «al Santo Sepolcro», nell'anno 2003, «durante il viaggio che ho fatto in Israele».

Ora. Posto che gli elementi devozionali, ancorché privati, sono definitivamente entrati nell'agone, converrá  qui esprimere qualche serio dubbio sul valore esclusivamente sacro di ció che l'ex ministro Alemanno porta al collo. Perché si tratta certo di un simbolo del cattolicesimo irlandese, come ha ricordato ieri anche il presidente emerito Cossiga, ma nelle sue radici indoeuropee la croce celtica si trova connessa alle iscrizioni rupestri, all'esoterismo solare, ai graffiti bretoni ed etruschi, alla cultura druidica dei celti e poi ancora ai cimiteri gotici, alla divisione «Charlemagne» delle Ss, fino all'universo di Tolkien.

Secondo un classico, ormai, come «Fascisti immaginari», di Luciano Lanna e Filippo Rossi (Vallecchi, 2003) la croce celtica risulta molto poco santa e assai estremistica, introdotta da Jean Thiriart, l'«orologiaio di Bruxelles», leader di Jeune Europe. Messa al bando da Almirante nel 1978, mantenuta in vita dai rautiani della tradizione evoliana, allora in odore di magia e paganesimo; e quindi, una volta approdata fra gli ultrá  del calcio, dichiarata illegale dalla legge Mancino (1993). Infine - se di fine si tratta - ri-santificata da Alemanno, ieri camerata certamente oltranzista, oggi crociato parecchio eclettico.

Nel senso che è di sicuro cattolico, ma per sua ammissione ha praticato la meditazione Zen. Va a messa con una certa regolaritá , ma è stato scritto che si fa fare le carte dalla maga Luana. Non che tutto questo sia motivo di scandalo, gli osservatori anzi ne traggono spunti di un certo interesse sulla trasformazione del ceto politico e della destra in particolare. Nel 2001, appena preso possesso del ministero dell'Agricoltura, «a scanso di equivoci», come poi spiegó con quella che parve una allusione ai costumi dei predecessori, Alemanno fece benedire da un sacerdote le stanze fino a quel momento occupate da Pecoraro Scanio e dal suo staff. Poi sí certo con il leader dei verdi fece anche pace, partecipando a una sorta di incredibile gara di free-climbing, entrambi imbracati dentro il cratere del Vesuvio.

Ma quello che qui vale forse la pena di sottolineare è che un paio d'anni dopo, per la precisione la notte del 21 dicembre del 2003, il ministro dell'Agricoltura voló con l'elicottero in un paesino delle Marche, Campodonico, per celebrare all'aperto con alcuni amici e un grande faló quello che al locale parroco parve «il rito pagano del solstizio d'inverno». E vai a sapere se di questo si trattava, o di un «seminario» come tempestivamente spiegarono al ministero.

Nel frattempo, è possibile che il potere abbia molto cambiato «Lupomanno», com'era detto nel Fronte della Gioventú, quando l'ardore politico e la tempesta di quegli anni piú di una volta lo portarono in situazioni estreme, scontri, fermi, arresti. Si sa come vanno queste cose: questuanti, auto, riviste, foto, feste, interviste di Anna La Rosa, applausi, codazzi, vacanze esotiche, pranzetti sullo Yacht di Diego Della Valle, immersioni e scalate anche impegnative tipo il K2, ma proprio per questo con i giornalisti dei tg al seguito.

La secolarizzazione nera. Al punto che ad Alemanno è ispirata la figura del ministro di An - Manlio Germano - che nel film di Virzí Caterina va in cittá  si vergogna ormai dei vecchi camerati. Non si sapeva peró che intanto il vero Alemanno, il futuro candidato che promette di regalare a Roma due stadi e il casinó, faceva benedire la celtica. E in questa trasfigurazione di simboli, in questo carosello di croci disvelate ed estremismi rimossi si misura tutto il senso di un passaggio che anche solo cinque anni fa nessuno avrebbe mai potuto immaginare.

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