News per Miccia corta

11 - 04 - 2008

Milano, attentati alle moschee arrestato Sandalo, ex terrorista

 

(la Repubblica, VENERDáŒ, 11 APRILE 2008)

 

 

Spataro: chi istiga a usare i fucili pensi a quanti estremisti sono pronti a agire

 

SANDRO DE RICCARDIS

 

 


MILANO - C'è l'ex terrorista di Prima Linea Roberto Sandalo, 50 anni, dietro ai due attentati incendiari che hanno colpito alle 22.30 di mercoledí scorso la moschea di via Quaranta, a Milano, e un'ora dopo un altro centro islamico a Segrate. Ed è all'ex militante del gruppo terroristico, poi pentito, che gli investigatori collegano la sigla del "Fronte cristiano combattente" che ha rivendicato altri tre attentati a luoghi di culto islamici: contro la sede della ong Islamic Relief, il 13 aprile di un anno fa, e due di nuovo in via Quaranta, il 4 febbraio e il 29 marzo scorso.

Roberto Sandalo, detto "Roby il pazzo" per la sua propensione alla violenza, è stato arrestato ieri mattina su ordine del procuratore aggiunto Armando Spataro e del sostituto Maurizio Romanelli. Le accuse sono di incendio doloso in flagranza, aggravato dalla discriminazione religiosa, e porto di armi da guerra - cosí considerate dal codice le bottiglie incendiarie utilizzate per i due attentati di mercoledí notte. Gli uomini della Digos di Milano, guidati dal dirigente Bruno Megale, trovano nell'auto di Sandalo e nella sua abitazione a Cesano Boscone, pochi chilometri dal capoluogo lombardo, gli elementi che - oltre la flagranza - rendono quasi scontata la convalida dell'arresto: una tanica con cinque litri di liquido infiammabile, fertilizzante (nitrato di ammonio, utilizzato anche per potenziare la combustione), un fucile ad aria compressa, bottiglie con l'innesco pronte ad esplodere, un timbro con la frase "Stop Islam". La stessa che, qualche mese fa, Sandalo stava scrivendo su un muro in un comune veneto, insieme a un numero di cellulare che serve per trovare nuovi militanti nella crociata anti Islam. Mentre scrive, una pattuglia di vigili lo nota, ma non riesce a bloccarlo. Partono le indagini. Dal numero e dalla targa dell'auto gli investigatori arrivano all'ex terrorista. Dopo il terzo attentato e le rivendicazioni, collegano un episodio all'altro, l'escalation di violenza incendiaria e la sigla del Fronte a Roberto Sandalo, lui ad altri quattro o cinque militanti, su cui gli inquirenti mantengono ora il riserbo.

Dopo la stagione di militanza in "Prima Linea", il pentimento, e l'arresto nel 2002 per una serie di rapine nell'astigiano, il nome di Sandalo - che nel frattempo cambia il cognome prima in Ranieri, poi in Severini - torna sulle cronache per la sua partecipazione nel 2007 a una manifestazione a Bologna contro la costruzione di una moschea; poi a Milano, l'11 settembre, è a un sit-in "contro il fondamentalismo islamico". E si scopre di una militanza nelle camicie verdi leghiste negli anni "˜90. Ora, sulla base del materiale trovato nella sua cantina, Digos e carabinieri del Nucleo Informativo - che indagano sui due raid incendiari del 2007 alla moschea di Abbiategrasso e un terzo a quella di Segrate - verificheranno se Sandalo è responsabile di altri raid. «In quei giorni si parló di faide interne all'Islam, irridendo alle nostre preoccupazioni sul clima d'odio - ricorda oggi Armando Spataro - Se la valenza simbolica degli attentati è fermare l'Islam, il valore delle indagini è fermare l'odio razziale e le discriminazioni religiose. E anche chi istiga "all'uso dei fucili" - conclude il magistrato - dovrebbe pensare che ci sono estremisti pronti a raccogliere le sue parole».

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