News per Miccia corta

27 - 03 - 2008

Carla Verbano, madre di Valerio candidata per la Sinistra

 

(Liberazione, 27/03/2008)


Susanna Marietti

 


 

Roma

Ogni 22 febbraio, a Roma, via Monte Bianco si riempie di persone. Fino a qualche anno fa, i genitori di Valerio Verbano aprivano la porta accanto alla lapide che ricorda il figlio e scendevano tra loro. Ora è rimasta la sola madre, Carla Rina Zappelli, oggi capolista al Comune di Roma per la Sinistra l'Arcobaleno. Nella strada ci sono gli amici di Valerio, la sua ragazza di allora, le persone che ancora hanno in mente quegli anni e quanto accaduto il 22 febbraio del 1980. Forse non sono poi in molti, e vale la pena allora di ripercorrere quei fatti.

Valerio Verbano quel giorno stava per compiere 19 anni. Militava nell'Autonomia operaia e frequentava il liceo scientifico Archimede del suo quartiere Montesacro. Piú noto è quanto accadde quel venerdí, meno lo sono le vicende che lo precedettero. Il 22 febbraio 1980 tre persone bussarono a casa Verbano e dissero a Carla di essere amici del figlio. Lei aprí la porta, si trovó di fronte a tre passamontagna, venne immobilizzata insieme al marito. Attesero oltre un'ora sperando che Valerio per qualche motivo non facesse rientro. Ma verso le due lui tornó da scuola e gli venne sparato un colpo di pistola nella schiena. Un condomino dei Verbano vide in faccia gli assassini, fece tracciare identikit. E poi improvvisamente ritrattó impaurito e cambió abitazione.

Quel che non tutti ricordano è cosa facesse Verbano durante quei mesi, in cosa fosse impegnata la sua militanza. Valerio stava lavorando alla ricostruzione delle attivitá  dei Nar, i Nuclei di Azione Rivoluzionaria, una delle sigle piú sanguinarie dell'estrema destra, nata nella seconda metá  degli anni '70. Aveva raccolto foto e annotato in pagine e pagine, il cosiddetto "˜dossier Nar', i risultati delle sue ricerche: nomi, ruoli ricoperti, luoghi frequentati, contatti.

Nell'aprile del '79, Valerio viene accusato di fabbricare materiale incendiario e portato in carcere. La casa viene perquisita, ma piú che l'esplosivo cercato - o forse non cercato - vengono trovati e sequestrati i suoi documenti. Ma il dossier Nar, dopo essere passato per le mani di poliziotti e magistrati, non potette mai venire dissequestrato: era sparito dagli archivi.

Esattamente quattro mesi dopo l'assassinio di Verbano, il giudice Mario Amato viene ucciso da una pallottola mentre aspetta l'autobus a viale Ionio. L'omicidio è opera dei Nar. Amato succedeva a Vittorio Occorsio - ucciso nel '76 dal neofascista Pierluigi Concutelli - nelle indagini sull'eversione nera. Era titolare di tutte le inchieste su fatti connessi all'estrema destra laziale. Figura unica, in un momento in cui le procure erano impegnate sul solo fronte delle Brigate Rosse e della sinistra extraparlamentare. Figura unica, che poco prima di morire aveva parlato di una veritá  d'insieme che si stava svelando ai suoi occhi e che coinvolgeva "responsabilitá  ben piú gravi di quelle stesse degli esecutori materiali degli atti criminosi".

L'omicidio di Valerio Verbano è rimasto senza colpevoli. Carla Rina Zappelli ha cercato come ha potuto una veritá  che non è mai arrivata. Oggi la Sinistra l'Arcobaleno la vuole quale punto di riferimento della sua cittá . Un punto di riferimento che vive di una saggezza che ha bisogno di memoria, senza la quale la costruzione di un soggetto politico nuovo o di una nuova cittá  sarebbe fatua e volatile.

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