News per Miccia corta

27 - 03 - 2008

Le nonne della Plaza de Mayo: «Indagate sui figli dei militari»

 

 

 

(Liberazione, 27/03/2008)


Daniela Binello

 


 

E' una proposta sconvolgente quella avanzata dalle Abuelas de Plaza de Mayo d'indagare su tutti i figli dei militari nati fra il 1976 e il 1983. In Argentina, nel settennato della guerra sucia , si consumó una barbarie, oggi piú nettamente incorniciata nell'ambito "Plan Condor", un accordo militare segreto fra i paesi del Sudamerica per eliminare fisicamente gli oppositori politici delle dittature. Gli Stati Uniti addestrarono i quadri dirigenti militari sudamericani alla Scuola de las Americas di Fort Benning in Georgia (attuale Whinsec, Western Hemispherand Institute for Security Cooperation) in cui vennero loro insegnate le tecniche antinsurrezionali e le pratiche per sequestrare e torturare i prigionieri.

Di questa feroce repressione, in Argentina restano i nomi di 30mila desaparecidos con annessa sottrazione dei neonati partoriti nei centri di detenzione clandestina dalle vittime in balia dei macellai della giunta golpista del generale Videla. Per le nonne del movimento di Plaza de Mayo, che hanno finora ritrovato 88 nipoti su 500 che secondo i loro calcoli sarebbero stati rubati dai militari, un'inchiesta di questa portata condurrebbe dritta dritta alla veritá  sul robo de bebés . A distanza di 32 anni dall'ultimo golpe le Abuelas non hanno ancora perso la speranza di ritrovare vivi i nipoti. Ad esemppio Mará­a Eugenia Sampallo Barragá¡n che ha denunciato quelli che credeva essere i propri genitori, i coniugi Gómez Rivas, e che adesso vuole vedere condannati al massimo della pena, 25 anni di carcere per sequestro e negazione d'identitá . Una denuncia simile avviene per la prima volta in Argentina.

Nel 2001 Sampallo Barragá¡n si era sottoposta all'esame del Dna. L'esame ha provato che Mará­a Eugenia è nata dall'unione di due operai comunisti, Mirta Mabel Barragá¡n e Leonardo Ruben Sampallo, entrambi sindacalisti e per questo, nel 1977, fatti sparire dai militari. Rinchiusa nel Club Atlético e poi a El Banco, Mirta venne tenuta in vita per un anno perchè incinta al momento del sequestro. Quando Mirta non serviva piú, l'ex capitano Berthier, coimputato con i falsi genitori di Mará­a Eugenia, cedette la neonata ai Gómez Rivas usando un certificato di nascita in cui era registrata come loro figlia. E' assai probabile, inoltre, che i militari ladri di bambini lo facessero per arricchirsi.

Estela Carlotto, presidente delle Abuelas e madre di Laura, scomparsa per sempre dopo essere stata sequestrata mentre era incinta di Guido, il nipote che Estela non ha ancora ritrovato, è a Roma per l'inaugurazione di due mostre in memoria dei desaparecidos, fra cui si contano oltre mille italiani (le due mostre si possono visitare a Trastevere alla Casa Internazionale delle Donne e alla Casa della Memoria e della Storia). Carlotto è preoccupata per quanto sta avvenendo in Argentina ora che finalmente si sono potuti avviare i processi contro gli ex militari in seguito all'abrogazione delle leggi sul punto final e dell' obediencia debá­da che avevano garantito ai colpevoli, con l'amnistia e l'indulto, l'impunitá . Nel 2005 il governo Kirchner le ha messe al bando.

«Il suicidio del tenente colonnello in pensione Paul Alberto Navone - confida a Liberazione Estela Carlotto - trovato con la tempia perforata da un colpo d'arma da fuoco lo stesso giorno in cui avrebbe dovuto deporre di fronte agli inquirenti del tribunale federale di Paraná  poiché accusato della sottrazione dei neonati partoriti nell'ospedale militare locale, e l'uccisione del prefetto Héctor Febres, uno dei dirigenti della Esma (Scuola di Meccanica della Marina), trasformata durante la dittatura in centro di detenzione dei prigionieri politici, c'insospettiscono e temiamo che entrambi gli imputati siano stati giustiziati per mettere ancora una volta un bavaglio alla veritá , allontanando per sempre la possibilitá  di ritrovare tutti i nostri nipoti».

Purtroppo la tragedia dei desaparecidos , nonostante le ramificazioni su cui indagare, come il filone dei ladri di bambini e gli omicidi per attuare il Plan Condor fuori dai confini sudamericani, è ancora ammantata di pregiudizi e false interpretazioni dovute in gran parte all'idea che i desaparecidos fossero terroristi. In un recente editoriale di Sergio Romano sul Corriere si sostiene che processare degli ex militari oggi ottuagenari, sia inutile. Non la pensa cosí una larga fascia dell'opinione pubblica, e non la pensa cosí il procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo che ha aperto un fascicolo su decine di casi d'italiani uccisi nell'ambito del Plan Condor.

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