News per Miccia corta

26 - 03 - 2008

Nazirock, la svastica nell`urna

 

(Liberazione, 26/03/2008)

 

 

Laura Eduati

 

 


 

Giovani rapati che fanno il saluto nazifascista e pogano mentre sul palco il cantante dei Legittima offesa urla: «Largo a tutti quanti/largo alle legioni!» e «La domenica allo stadio/ quanto sangue quanto onore!». Tatuaggi del duce, bandiere con la croce celtica. A fianco, un banchetto che vende magliette con la svastica, libelli che negano Auschwitz, spillette di Rommel, libri su Mussolini. Ragazzi e ragazze ballano i versi che incitano alla violenza: «Se giá  ci conoscete è perché le avete prese/noi siamo gli squadristi della curva bolognese».

 

Poi lo stacco: Berlusconi sul palco della manifestazione della Casa delle libertá , 2 dicembre 2006, che abbraccia la Mussolini e tocca con affetto le bandiere di Fiamma Tricolore il cui leader, Luca Romagnoli, non è sicuro che le camere a gas siano mai esistite.

 

Un incubo? No, sono alcuni dei fotogrammi di Nazirock , il documentario di Claudio Lazzaro che indaga sul mondo dell'estrema destra, in vendita nelle librerie dal 3 aprile per Feltrinelli Real Cinema. Con un messaggio angosciante: dopo anni di ghettizzazione, l'estrema destra viene sdoganata perché porta voti, circa 500mila, tanti sono i simpatizzanti di Hitler e Mussolini. E Ciarrapico, in confronto, è un vecchio signore nostalgico e tutto sommato innocuo.

 

Sul palco del Campo D'Azione, la tre giorni di Forza Nuova, sale Luigi Ciavardini, condannato poi per la strage di Bologna ma che dieci giorni dopo il dibattito verrá  arrestato per rapina. Acclamatissimo Andrea Insabato sulle stampelle, dilaniato dalla bomba che mise alla sede del Manifesto . E naturalmente il leader di Forza Nuova, Roberto Fiore, condannato a nove anni per banda armata e latitante a Londra per vent'anni, prima del ritorno in Italia. «Il fascismo su due o tre grandi temi ha rappresentato un grande cambiamento per l'Italia, e io ne sono orgoglioso» proclama, osannato dai ragazzi.

 

Piú tardi un giovane forzanuovista suscita le risate dei camerati raccontando l'aggressione ad un «compagno vigliacco». E ancora musica, gli Hobbit invocano la violenza negli stadi con un ritornello rock: «Frana, la curva frana, sulla polizia italiana». Pochi mesi dopo le riprese, l'ispettore Filippo Raciti morirá  durante gli scontri dei tifosi a Catania. Al Campo D'Azione partecipano i delegati dell'estrema destra europea, inglesi, i tedeschi dell'Mpd, gli spagnoli della Falange che invocano «lo sterminio» dei diversi, gli immigrati e i rom. Bravi, applausi.

 

La ciliegina sulla torta, uno striscione "Piú nazifascismo". Roberto Fiore ha deciso di correre da solo con lo slogan "Unica opposizione". Ma Fiore non è solo. Nelle foto dell'album di famiglia sorride con gli altri frammentati dell'estrema destra: Luca Romagnoli ha lasciato Berlusconi e si è apparentato con La Destra di Storace; la Mussolini compete all'interno del Popolo delle Libertá ; Adriano Tilgher, condannato nel 1975 per ricostituzione del partito fascista, espulso dalla Fiamma Tricolore nel 1997, poi confluito nell'Alternativa sociale della Mussolini e infine fuoriuscito. Tilgher, oggi leader del Fronte sociale nazionale, disse di Hitler: «Un uomo che ha lottato per il suo popolo, incorrendo, secondo la storiografia ufficiale, in alcune storture». La storiografia ufficiale in effetti non piace ai giovani neofascisti: un ragazzino griffato "Baci&abbracci" storce il naso, non è convinto che i nazisti abbiano ucciso 6 milioni di ebrei, no, sono troppi, «forse un milione», come se fosse meno peggio.

 

Silvio Berlusconi sembra non farci caso, i voti sono voti. D'altronde giá  alle regionali del 2005 aveva accettato l'apparentamento con le liste del Movimento idea sociale di Pino Rauti, fondatore della Fiamma Tricolore, indagato per le stragi di Piazza Fontana e della Banca dell'Agricoltura, poi assolto. Nazirock ci ricorda una perla del pensiero rautiano: «Il nazismo diede indubbiamente un suo contributo di studio, di pensiero, di dottrina e di cultura».

 

Gli impresentabili dell'estrema destra italiana non sono cosí impresentabili. Presi e lasciati come bambole dal leader del Popolo delle libertá , sono un buon serbatoio di voti, risicati ma preziosi per decidere un margine di vittoria nelle regioni in bilico per il controllo del Senato (le elezioni del 2006 ricordano qualche cosa?). Ciarrapico ha detto: «Fini in pubblico mi dá  del fascista, poi mi invita a pranzo». E giú a descrivere i mal di pancia di Alleanza Nazionale per la candidatura dell'ex re delle acque minerali, che mai ha smentito l'adorazione mussoliniana. Ma non risultano mal di pancia analoghi per Romagnoli, Rauti e la Mussolini.

 

Lazzaro, giá  giornalista del Corriere della Sera e ora documentarista specializzato nel ventre oscuro delle destre italiane, è convinto che poco a poco la presenza di questi personaggi ci dará  assuefazione. E allora sará  davvero "Piú nazifascismo per tutti".

 

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