News per Miccia corta

23 - 03 - 2008

Le spie delle Ss nella Cittá  Aperta

 

(la Repubbica, 23 marzo 2008, Pagina 32 – Cultura)

 


ሠl'estate 1943. Il Duce è prigioniero, Badoglio prepara l'armistizio, i tedeschi rastrellano gli ebrei romani. Di tutto questo si occupa l'ufficiale che il 24 marzo successivo organizzerá  il massacro delle Fosse Ardeatine I suoi dispacci a Berlino ora sono stati ritrovati

 

ATTILIO BOLZONI

 


 

Il Duce è ancora prigioniero del maresciallo Badoglio e a Roma regna il caos. ሠl'estate del 1943, la piú drammatica da quando la guerra è iniziata. Uno dei capi dei servizi segreti nazisti in Italia è Herbert Kappler, il maggiore che alcuni mesi dopo - il 24 marzo del 1944 - organizzerá  il massacro delle Fosse Ardeatine: trecentotrentacinque civili assassinati con un colpo alla nuca, una mostruosa rappresaglia per l'attentato partigiano di via Rasella del giorno prima.

In quell'inizio di agosto del 1943 il maggiore Kappler ha una missione impossibile. Deve trovare e liberare Benito Mussolini, che il 26 luglio è stato trasferito in gran segreto a Ponza e poi alla Maddalena. E deve anche informare Berlino, giorno per giorno, ora per ora, sull'imminente firma dell'armistizio fra il nuovo capo del governo italiano Pietro Badoglio e gli anglo-americani. Gli Alleati sono sbarcati in Sicilia il 10 luglio. A Roma, al comando dei "servizi" tedeschi, sono settimane convulse. Kappler invia centinaia di fonogrammi in Germania, al Comando delle Ss di Heinrich Himmler. Ma l'Intelligence Service di Londra li intercetta tutti. E tutti finiscono sulla scrivania di Winston Churchill. ሠcome se i tedeschi giocassero la loro guerra a carte scoperte.

I messaggi sono rimasti chiusi per piú di sessant'anni nei sotterranei dei servizi segreti inglesi. Nel 2004, insieme ad altre migliaia di fonogrammi provenienti da tutti i fronti di guerra, sono stati desecretati. Oggi si trovano ai National Archives di Kew Gardens nei pressi di Londra, dove li ha recentemente recuperati e catalogati il ricercatore Mario J. Cereghino. Centinaia di volumi rilegati in cuoio, con le pagine in carta velina ingiallite. I fonogrammi spediti dall'Italia sono confusi con tutti gli altri, arrivati dal Nord Africa e dalla Francia occupata, dai Balcani, dal Medio Oriente e anche da Kabul e Teheran.

I dispacci che pubblichiamo sono tutti inediti, ad eccezione di quello dell'«azione contro i giudei» del 16 ottobre 1943. «L'autenticitá  di questi documenti mi sembra indubbia, dalla loro lettura emerge chiaramente che in quei mesi i servizi tedeschi, se si esclude le informazioni dettagliate che avevano sui movimenti del Duce, brancolavano nel buio», sostiene lo storico Nicola Caracciolo. Sono fonogrammi tutti classificati "top secret". E, fino al 2004, consultabili solo dai vertici dei servizi segreti britannici.

ሠda questi faldoni che ritornano le paure e le speranze della tragica estate italiana del 1943. Dice ancora Caracciolo: «Da quei fonogrammi è evidente che, per Hitler, doveva essere una prioritá  assoluta quella di sapere sempre dove era Mussolini. L'altra prioritá  dei tedeschi era il "problema" degli ebrei...». Aggiunge: «Ma viene fuori anche tutta l'ostilitá  degli italiani contro la loro deportazione, gli italiani non ne potevano piú delle Ss e della guerra».

Il maggiore Kappler è sempre a conoscenza degli spostamenti del Duce. Informato da carabinieri, confidenti fascisti, da spie che lavorano per il suo comando. Ha anche piú di una "talpa" in Vaticano. E proprio da lí lo avvertono che sono giá  in corso le trattative per l'armistizio, fra il «traditore» Badoglio e gli Alleati. A Berlino trasmette anche le sue analisi sulla situazione in Italia. Sulla popolazione che prova «disgusto e orrore» per i tedeschi. Sul Duce «che è assolutamente impopolare». Sul pericolo «di una guerra civile».

Agli ordini di Herbert Kappler troviamo in quell'estate anche il capitano delle Ss Erich Priebke, processato in Italia negli anni Novanta - dopo mezzo secolo di latitanza in Argentina - per l'eccidio delle Fosse Ardeatine. Priebke vive ancora a Roma, agli arresti domiciliari in una casa non lontana da via Rasella.

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