News per Miccia corta

11 - 03 - 2008

``Il '68 scalata al cielo, riproviamoci``

 

 

(la Repubblica, MARTEDáŒ, 11 MARZO 2008, Pagina 4 – Interni)

 

  

 

 

Michele Placido gira un film: "Pasolini sbaglió a considerare vittime i poliziotti" 

 

 


 

ROMA - «Caro Mario, qui ci tocca rifare il "˜68». Con qualche anno in piú ma con la certezza che i tempi stanno cambiando. Altro che amarcord. Fausto Bertinotti, allora, ne aveva 28, e giá  stava al tavolo delle trattative dei metalmeccanici con i «padroni», i Carli, i Mortillaro. Mario Capanna, 23 anni, era il leader degli studenti della Statale di Milano, e qui a Valle Giulia dove tutto cominció non scese mai. Ci mette piede adesso per la prima volta, 40 anni dopo, per presentare il suo «Il Sessantotto al futuro», e si emoziona. Ma che forza queste foto uscite dai cassetti sugli scontri con la polizia quel dí ad Architettura, mica solo quella con Giuliano Ferrara, «facciamone subito un catalogo, facciamole conoscere, questa è storia».

 

E che storia, racconta Michele Placido che su Valle Giulia e il "˜68 sta girando un film. Ma lui all'epoca non faceva il poliziotto, non stava dall'altra parte della barricata? «Sbagliato, io la divisa la portavo un anno prima, nel "˜68 giá  occupavo l'Accademia di arte drammatica guidato dal grande Gian Maria Volontè. E Pasolini sbagliava a considerare i poliziotti vittime». «A Valle Giulia hanno picchiato duro, è stato come a Genova. Fra un po' verranno fuori i documenti. Gli studenti bloccati nei corridoi, sotto le manganellate. Non è stata una cosa da niente, quei ragazzi hanno avuto tanto coraggio. Quella fu la polizia piú repressiva d'Europa, ad Avola sparó ad altezza d'uomo». A dimostrazione il regista del film, Silvano Agosti, si era portato tre mini-docu d'epoca, non l'operatore peró, per cui i ventenni che gremiscono l'aula magna non possono rivedere i padri sulle barricate nella loro facoltá . Anche Agosti è convinto che un altro "˜68 sia alle porte, «il riflusso ormai è finito». Insomma, di quell'»ultima scalata al cielo», come la chiama il presidente della Camera, i fiori sarebbero pronti di nuovo a sbocciare. Bertinotti cita Franco Fortini, scrittore caro a quella generazione, «l'Internazionale fu vinta e vincerá , il "˜68 fu vinto e le sue istanze vinceranno». Ha seminato «progresso e modernitá », pure se «noi volevamo la rivoluzione, il socialismo, mica solo il divorzio e l'aborto». Paradigma dell'epoca: l'operaio di Mirafiori che nella trattativa per le 150 ore manda sotto choc il padrone, «che ci voglio fare? Voglio studiare il clavicembalo». Erano tempi in cui «il capo della Federmeccanica non veniva candidato da un partito che non si dice di destra», ma Bertinotti è certo: dopo Seattle, Porto Alegre, Genova, il "˜68 è vivo. ሠun nuotatore, immagina Capanna: per anni sott'acqua ma prima o poi deve tornare su a riprendere fiato. «E ci siamo, lo fiuto nell'aria».

 

(u. r.) 

 

 

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