News per Miccia corta

15 - 02 - 2008

Bologna: Corleone e Spadaccia sul ``caso`` Antonini - Sindaco


 


 

I Garanti dei diritti delle persone private della libertá  del Comune di Roma e del Comune di Firenze, Gianfranco Spadaccia e Franco Corleone, hanno dichiarato: La polemica suscitata dalla programmata rappresentazione del testo di Erri De Luca "Gli invincibili" in un teatro di Bologna e dalla prevista partecipazione in margine alla stessa dell'ex brigatista Vittorio Antonini, richiede da parte nostra alcune precisazioni in via di fatto e ci induce ad esprimere alcune opinioni e preoccupazioni in via di principio.

Il testo di Erri de Luca non riguarda gli irriducibili e non contiene nessuna esaltazione del terrorismo, contrariamente a quanto si è detto e scritto. Per De Luca i veri invincibili non sono coloro che non perdono mai ma coloro, tutti coloro, che avendo subito gravi sconfitte nella loro vita sanno fare i conti con esse, risollevarsi, e cambiare la loro esistenza.

Vittorio Antonini è stato invitato a testimoniare in margine di questa rappresentazione non il proprio passato di terrorista ma la propria esperienza, nel carcere e fuori del carcere, di fondatore e animatore dell'associazione "Papillon". Questa associazione, da lungo tempo presente e attiva all'interno dell'Istituto di pena di Rebibbia nuovo complesso, ha coinvolto nel corso degli anni centinaia di detenuti nelle proprie attivitá  culturali e associative ed ha promosso recentemente, grazie all'attivitá  di ex detenuti e detenuti in semilibertá  come lo stesso Antonini, un Centro culturale ed una biblioteca popolare nella estrema periferia est della cittá  di Roma. Di questo e solo di questo Vittorio Antonini dovrebbe parlare a Bologna. E' infatti grazie a questa attivitá  che è stato ritenuto da educatori e da giudici meritevole di accedere alla misura alternativa della semilibertá .

Antonini non è né un pentito né un dissociato. Ma non è questo che chiedono la Costituzione e la legge che affidano invece la prova del ravvedimento non a dichiarazioni di pentimento formali ma ad atti concreti compiuti nel rapporto con gli altri e con la societá . Del resto trattamenti ugualmente intolleranti sono stati riservati anche a coloro che hanno espresso giudizi espliciti di condanna delle loro scelte passate o che si dissociarono pubblicamente dalla lotta armata.

Noi crediamo invece che queste forme di accanimento non siano di nessun giovamento per la memoria delle vittime, che vanno onorate con la giustizia e non con lo spirito di vendetta, e neppure alla societá  che non deve cessare di interrogarsi su quegli anni tragici proprio per evitare che quel passato periodicamente si riproponga come purtroppo anche recentemente è avvenuto. Senza nessun buonismo, senza nessun perdonismo, senza nessun complesso del figliol prodigo, ma con l'intento di rimuovere stabilmente le cause dell'intolleranza e della violenza dalla vita della nostra societá  e della nostra Repubblica.

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