News per Miccia corta

13 - 02 - 2008

L'ex br a teatro? Cofferati non ci sta

(il manifesto, 13 febbraio 2008)

 

 


 

Giusi Marcante

 

 

Bologna

La data è stata fissata, il 24 aprile. Se ci saranno tutte le autorizzazioni necessarie l'ex brigatista Vittorio Antonini sará  al teatro Ridotto di Bologna per una chiacchierata con il suo direttore Renzo Filippetti e lo scrittore Erri De Luca. Il vespaio di polemiche che si sono sollevate non ha fermato l'organizzazione di un evento inserito nella programmazione del combattivo teatro bolognese. Neanche il monito del sindaco Sergio Cofferati che l'altro ieri ha chiesto a Filippetti di fermarsi perché «dare voce ai terroristi è un grave errore e se iniziative di questa natura venissero promosse utilizzando le risorse del Comune, l'amministrazione dovrebbe intervenire per impedirlo».

Per inciso se è vero che il Ridotto riceve 18 mila euro l'anno dal Comune è altrettanto vero che questo incontro costerá  150 euro, «il viaggio e un boccone perché noi siamo abituati a dar da mangiare ai nostri ospiti» ironizza Filippetti. Ma è ovvio che il ragionamento non è di natura economica. Per De Luca che quel giorno porterá  in scena anche il suo spettacolo «Chisciotte e gli invincibili» quello che è accaduto è la prova che in questo paese «è rimasto intatto un rancore alimentato da motivi politici verso persone che hanno partecipato ad una stagione, persone che sono state vinte e stravinte ma cui la legge ha riconosciuto la capacitá  di reinserirsi nella societá ». E quelle di Cofferati per lo scrittore sono parole che danno prova «di un'idea limitata della democrazia». «Evidentemente pensa di incassare dei dividendi politici nell'opinione pubblica - prosegue - ma finché non esiste una legge creata apposta nessuno puó togliere ad Antonini come ad altri il diritto di parola pubblica».

L'evento che ha scosso cosí tanto l'arena bolognese è un incontro pomeridiano di tre vecchi amici. «Io, Erri e Vittorio ci conosciamo da sempre» spiega Filippetti. «Ci siamo dannati l'anima negli stessi anni e nello stesso posto e io credo che sia giusto spiegare anche l'humus da cui si proviene». Tre anelli di una catena accomunata dalla militanza in Lotta Continua che hanno fatto scelte diverse. E che adesso fanno tutti e tre cultura in altrettanti modi diversi: chi scrivendo, chi dirigendo un teatro, chi creando una biblioteca nella periferia piú periferia di Roma. Per questo Filippetti si dice sconcertato dalle polemiche e sottolinea gli aspetti «paradossali» della vicenda: il fatto che Antonini sia giá  stato ospite a Bologna in una sede ben piú istituzionale del suo teatro, all'Istituto storico Ferruccio Parri o che la sua associazione (Papillon ndr) collabori stabilmente con il comune di Casalecchio di Reno. «Ieri ho chiesto un incontro a Cofferati tramite la sua segreteria - annuncia Filippetti - perché credo sia necessario guardarsi in faccia e non parlare dalle pagine dei giornali».

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