News per Miccia corta

12 - 02 - 2008

Caso Ronconi: «Non possiamo licenziare l` ex br»

(Corriere della Sera, 12 febbraio 2008)

 



Assistenza ai detenuti, Susanna Ronconi torna a lavorare per la Provincia

 

Caterina Belloni

 

LODI - Alla fine l' ex br Susanna Ronconi si occuperá  del progetto «Lavoro debole», che punta al reinserimento dei detenuti nel mondo produttivo, una volta che abbiano scontato la loro pena. A volerla tra i collaboratori dell' iniziativa è un pool di associazioni che da tempo affianca la Provincia di Lodi, che coordina il percorso formativo avviato per gli ex detenuti grazie al finanziamento di 60 mila euro ricevuto dalla regione Lombardia. Un paio di settimane fa, contro la presenza della ex terrorista a un' iniziativa pubblica si era levata la voce di Giovanni Berardi, presidente dell' Associazione italiana vittime del terrorismo, che giudicava inaccettabile che l' Amministrazione provinciale offrisse lavoro ad una persona che aveva partecipato ad un omicidio. La Provincia di Lodi si era affrettata a precisare di non aver mai offerto contratti di consulenza alla Ronconi e che mai lo avrebbe fatto, anche per non urtare la sensibilitá  di chi aveva subito la perdita di una persona cara a causa degli episodi di sangue avvenuti negli anni di piombo. Una virata netta, che sembrava togliere valore a tutta la prima parte del progetto, cui la Ronconi aveva partecipato. In un successivo comunicato ufficiale, peró, la Provincia ha precisato che, pur non avendo tra i suoi collaboratori l' ex brigatista, «secondo il principio di sussidiarietá , non potesse interferire con le scelte organizzative interne delle associazioni partner, di cui rispetta l' autonomia e le competenze». Un' autonomia che l' associazione «Loscarcere», di cui la Ronconi è consulente, ha deciso di prendersi al volo. Dopo qualche giorno di confronto, infatti, è arrivata la decisione definitiva. La Ronconi resterá  tra i collaboratori anche nella prossima fase del progetto «Lavoro debole» perché, come spiega la presidente dell' associazione Francesca Riboni, «appelli giunti da persone di diverse culture, appartenenze professionali e ruoli istituzionali, hanno evidenziato e sostenuto la legittimitá  dell' attivitá  professionale che Susanna sta realizzando, collaborazione che avviene a pena scontata e dopo vent' anni di presa di distanza da quel passato». Insomma, il progetto lodigiano è un altro capitolo della sua vita. «Se si lavora per cercare di dare un futuro professionale alle persone che hanno scontato una pena - aggiunge Michela Sfondrini, che fa parte del forum delle associazioni legate al progetto - non si puó pensare di non coinvolgere chi ha pagato per i suoi errori e ha una competenza diretta dei problemi carcerari».

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