News per Miccia corta

13 - 02 - 2008

La vendetta infinita/2. Un editoriale di Repubblica sulla vicenda Antonini

(la Repubblica, MERCOLEDáŒ, 13 FEBBRAIO 2008, Pagina 1 - Prima Pagina)

 

 

Gli invincibili del terrorismo senza la grazia del pentimento

 

 

 

 

MIRIAM MAFAI

 

 

Gli «anni di piombo» sono, per fortuna, alle nostre spalle. E rischiano di venire dimenticati i nomi di coloro che in quegli anni ne pagarono il prezzo, di coloro che vennero presi di mira, «gambizzati», ridotti su una sedia a rotelle, uccisi dai fanatici della P.38: sono passati trent'anni da allora. Sono invece ancora ben presenti sulla scena mediatica, i loro assassini.

Citiamo soltanto gli ultimi due episodi. Viene annunciata, in questi giorni, a Bologna, una conferenza dall'accattivante titolo «Gli invincibili»: come dire coloro che non si arrendono mai, che non sono mai sconfitti.

E chi sarebbero gli invincibili? Eccone uno. Racconterá  la sua storia presentato dallo scrittore Erri De Luca al teatro Ridotto. Si chiama Vittorio Antonini. Ed è un ex brigatista, condannato, nel 1985, all'ergastolo per aver partecipato al sequestro del generale Dozier.

Dal 2000 l'ex brigatista è in libertá  provvisoria. Lavora, pare in una biblioteca. Non si è mai pentito. La sua presenza a Bologna, come «invincibile» sta suscitando in cittá  vive proteste. In primo luogo quella del sindaco Cofferati, mentre l'assessore alla cultura, Angelo Guglielmi ha approvato l'iniziativa.

Secondo episodio. E' annunciata per la prossima settimana, in una delle librerie Feltrinelli di Roma, la presentazione di un libro, dal titolo "L'uomo nero". L'uomo nero è l'autore del libro. Si chiama Pierluigi Concutelli, ed è stato nel corso degli Anni 70 uno dei piú feroci terroristi neri di Roma, comandante militare, cosí si definiva, del movimento politico Ordine Nuovo. Concutelli è l'uomo che la mattina del 10 luglio del 1976 ha ucciso, per strada, il giudice Vittorio Occorsio che, senza scorta andava al lavoro.

Arrestato un anno dopo, si è dichiarato subito prigioniero politico. In carcere è riuscito ad uccidere due ex camerati sgozzandoli con il fil di ferro. Condannato a quattro ergastoli, anche Pierlugi Concutelli vive oggi in libertá  provvisoria. E anche Concutelli, come Antonini, non si è mai pentito. Siamo un paese generoso e dalla memoria corta. Facile al perdono. Gioca forse in questo atteggiamento quello che Giorgio Montefoschi ha chiamato una volta «fattore del figliol prodigo», qualcosa che avrebbe a che fare con la cultura cattolica. Ma puó definirsi figliol prodigo solo colui che dopo aver sbagliato si pente e riconosce il suo errore. E solo per questo potrá  consumare il pasto della riconciliazione, avvalersi del perdono o della comprensione della sua famiglia e delle sue vittime. Non è questa la condizione dei due terroristi, Antonini e Concutelli, uno delle Br l'altro di Ordine Nuovo che, dopo avere scontato una parte della pena sono oggi in libertá , senza essersi mai pentiti di ció che hanno fatto, degli omicidi di cui sono colpevoli. (Siamo un paese generoso e dalla memoria corta. Nessuno dei protagonisti del rapimento e dell'assassinio di Aldo Moro, una vicenda che ha sconvolto il nostro paese, è ancora oggi in carcere).

Il pentimento dovrebbe essere condizione essenziale per consentire ai colpevoli di rientrare nel circolo della vita civile. Non vale fare nomi. Conosciamo tutti uomini e donne che hanno partecipato negli «anni di piombo» alla lotta armata, con le Br, con Ordine Nuovo, o con organizzazioni loro affiliate. Uomini e donne che hanno diretto , a vari livelli, queste organizzazioni militari, o che hanno partecipato alle loro azioni. Uomini e donne che hanno sparato e ucciso, scelto le vittime, offerto copertura e sostegno agli assassini. Uomini e donne che, una volta scontata la pena (tutta o in parte, come previsto dai nostri regolamenti) sono potuti tornare alla vita civile, segnati dal loro passato, dalle loro memorie. E che hanno scritto e scrivono libri, partecipano a incontri nelle scuole, intervengono nei dibattiti, si occupano, in qualche caso di organizzazioni a sfondo umanitario. Io credo che sia un segno di civiltá , di cui andare orgogliosi, la possibilitá  che viene data a questi ex terroristi di ricominciare a vivere. Nel rispetto delle nostre leggi. (In altri paesi i colpevoli di azioni terroristiche si sono «suicidati» in carcere o sono stati lasciati morire di fame).

Ma è solo il pentimento, il riconoscimento cioè dell'errore compiuto che puó consentire, dopo avere scontato la pena, il ritorno alla vita civile. Non è questo il caso di Concutelli, l'uomo che alle 8 di mattina del 10 luglio del 1976 ha ucciso, sul portone di casa, il sostituto procuratore Vittorio Occorsio colpevole di indagare sull'eversione di destra. Non è questo il caso di Vittorio Antonini, membro delle Br, che partecipó al sequestro del generale Dozier, e che oggi si colloca tra gli «invincibili». La loro esibizione suona per questo come una provocazione, un insulto alle vittime delle loro sciagurate imprese, una offesa per tutti noi.

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori