News per Miccia corta

08 - 02 - 2008

C'eravamo tanto impegnati. La memoria della politica

(Unita.it, 8 febbraio 2008)

 


Alessia Grossi


Immagine della memoria, libro, copertina EDS Pagani - 175x250

 

 

¬ęDiversamente ancora oggi noi aspetteremo nostro padre¬Ľ. Quando ¬ęle (maschili) autorit√°¬† alleate vorrebbero affrettarsi ad erigere un monumento sul luogo delle Fosse Ardeatine, le donne, quelle in prima fila, quelle legate alla resistenza esigono l'identificazione ¬ęuno per uno¬Ľ, ¬ęcorpo per corpo¬Ľ e si mettono in cerca di qualsiasi indizio la consenta: ancora agendine, orologi, il bastone da passeggio, il rammendo su una giacca - e la ciocca di capelli, le mani callose o morbide, una protesi¬Ľ. Diversamente, appunto, ancora oggi quelle donne starebbero aspettando il proprio padre, scrive la storica Anna Bravo in La Memoria della politica (Ediesse, 2007). Un volume di saggi di storiche e storici che riprende analizza e narra le memorie, le biografie degli uomini e delle donne "che si sono impegnati" nell'arco di tempo che corre tra gli anni '20 e il 1956. Il lucido intento del volume, dunque √® del tutto simile a quello delle donne delle Fosse Ardeatine. Ricacciare, cio√®, dalla prima fila omogenea della grande storia i "rammendi" personali degli uomini e delle donne che l'hanno fatta.

Cos√≠ La memoria della politica, curata dalle storiche Fiamma Lusanna e Lucia Motti ricompone molti pezzi del puzzle dell'impegno politico e privato, passando dall' analisi dei grandi temi comuni, alla ricerca dei soggetti collettivi e si conclude con le peculiarit√°¬† dei percorsi individuali. Ventisei piccole memorie illuminano le grandi ombre della storia di quegli anni e ne esce la testimonianza di un impegno che quasi sempre entra bruscamente nella sfera del privato, lo sconvolge, lo trascina nel baratro collettivo. Ed √® attraverso queste esperienze che spesso significano sacrificio del s√© in nome di un'ideologia collettiva (¬ęcomunismo come religione¬Ľ scrive Emma Fattorini nel suo saggio ¬ęDalle tristi alle tranquille passioni¬Ľ) tratte dall'autorappresentazione di chi ha agito, che il libro riannoda quel impegnativo ¬ępassato che non passa¬Ľ a questo presente di ¬ętristi passioni¬Ľ.

Le storie

E allora troviamo ¬ęlo sprofondamento dell'individuo nel collettivo¬Ľ, quel ¬ęcontagio totalitario¬Ľ dell'ideologia cui neanche ¬ęl'essere donna offre di per s√© riparo¬Ľ quando Anna Bravo nel suo saggio ci presenta Iside Viana, ¬ępericolosa sovversiva¬Ľ condannata nel 1928 a quattro anni di carcere. Lei, una umile militante del Pci figlia di una casalinga e di un muratore si lascer√°¬† morire di fame e di sete in galera per essere stata isolata dalle compagne che la vogliono una traditrice. √°ňÜ il sentimento opposto a quel desiderio di singolarit√°¬† delle donne delle Fosse Ardeatine, che esigono il lutto privato.

Ma c'√® donna e donna, c'√® militanza e militanza. Ben diversa da quella di Iside √® la biografia dell'impegno di Marina- Xeniuska Sereni, moglie del dirigente del Pci Emilio Sereni. Quella di Marina √® una di quelle vicende ¬ęil cui rango dei protagonisti si intreccia alla radicalit√°¬† dei comportamenti conferendo loro un marchio di esemplarit√°¬†¬Ľ spiega Anna Bravo. Insomma quando Marina Sereni nel 1937 scrive alla madre russa ¬ęnon mi scriverai, non ti scriver√≥¬Ľ perch√© ¬ęsu di me ci sono dei pi√ļ (dei dati positivi) ma anche dei meno¬Ľ, sulla sua militanza √® evidente che pesa il ruolo di moglie di un dirigente oltre a quello di attivista. Come √® evidente sono queste memorie esemplari o fuori dal coro pi√ļ che la grande storia a marcare le differenze.

E quelle raccolte nel volume, frutto di un convegno tenutosi tre anni fa a Roma, sono memorie di donne per cui la militanza √® legata all'emancipazione femminile, ma anche memorie di donne umili. E sono anche biografie di uomini, partigiani o intellettuali - si veda il saggio su Piero Gobetti di Ersilia Alessandrone Perona. Per questo La memoria politica √® ¬ęun'opera aperta¬Ľ come nella definizione di Giuseppe Vacca, Presidente della Fondazione Istituto Antonio Gramsci che ha patrocinato il convegno. Un'opera aperta che lascia entrare tutti i possibili interrogativi che ogni riassetto della memoria attraverso singole storie inevitabilmente stimola. Una narrazione in cui ¬ęemergono nodi storiografici importanti¬Ľ spiega Lucia Motti, ma in cui ¬ę√® presente inevitabilmente una carica soggettiva non indifferente, perch√© - dice - per me la storia √® comunque una narrazione con una forte carica soggettiva¬Ľ.

Confronti

Ed √® questo carico di memorie soggettive che fa fioccare interrogativi durante la presentazione del volume. ¬ęIn cosa si √® trasformata quella spinta che motivava soggettivamente alla militanza¬Ľ come si chiede la storica Emma Fattorini nel primo saggio della raccolta. O, per dirla con Vacca: ¬ęCome si √® finiti da tanto impegno a diventare ¬ęmucillagine¬Ľ? Insomma alla presentazione di La memoria della politica, inevitabile nasce il confronto tra quel tempo dell'impegno e questo del disinteresse. E a questi interrogativi il libro risponde venendo ¬ęa patti con il passato¬Ľ. Ma se ¬ęfare qualcosa per il passato significa di pi√ļ che riscrivere correttamente un resoconto¬Ľ come nella citazione di Cohen della Fattorini, forse rileggere le memorie di coloro che si sono impegnati al punto da creare una ¬ęgerarchia instabile¬Ľ tra pubblico e privato, potrebbe spiegarci che proprio quella gerarchia instabile ha portato alla ¬ęrimozione¬Ľ di ¬ęquella eredit√°¬† di cui oggi una generazione sembra vergognarsi, per ostentare il disinganno pi√ļ disinvolto¬Ľ per dirla con la Fattorini.

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori