News per Miccia corta

03 - 02 - 2008

Dietrofront del Pd sulla Resistenza

(la Repubblica, DOMENICA, 03 FEBBRAIO 2008, Pagina 6 – Interni)

 


 


 

 

 

Lettera del leader: sono valori che vanno ricordati L'amarezza di Reichlin

 

GOFFREDO DE MARCHIS

 

 

 

ROMA - Interviene Walter Veltroni e il Pd rapidamente chiude il caso della Resistenza dimenticata nelle sue carte fondative. «I principi della Resistenza e dell'antifascismo devono essere richiamati nella Carta dei valori del Partito democratico», scrive il segretario in una lettera inviata al presidente della commissione incaricata Alfredo Reichlin. Perché quel passaggio della storia «è il momento fondante dell'unitá  nazionale, della Costituzione, della rinascita dell'Italia». Veltroni prova anche a spiegare l'omissione: «Dev'essere conseguenza del fatto che quei valori sono parte integrante di noi». Dna democratico, insomma. Ma vanno citati lo stesso.

Veltroni difende Rechlin che della Resistenza romana «fu uno degli artefici», scrive. Ma Reichlin non ha preso bene questa polemica, scatenata piú da Rifondazione che da dentro il Partito democratico. Ieri lo ha detto ai membri della commissione Manifesto riuniti a Roma per il voto sul testo. «Sono un signore di 82 anni che a 18 faceva il gappista, organizzava le missioni notturne e partecipava alle azioni antifasciste - ha ricordato con una certa amarezza -. Di tutte le critiche che mi si possono fare quella di essere poco sensibile ai temi dell'antifascismo è la piú crudele». Chiusa la parentesi personale, tutto il comitato ha deciso di inserire i riferimenti alla Resistenza nel Manifesto. Anche quelli che lo consideravano meno necessario hanno dato il via libera: «áˆ giusto metterli», ha detto Antonio Polito. A quel punto anche l'invito di Fausto Bertinotti a «correggere immediatamente l'errore» è stato superato.

Il Manifesto, il codice etico e anche lo statuto, approvato ieri dalla commissione, saranno adesso esaminati dall'assemblea costituente nella sua prossima riunione. Il regolamento del Pd, punto-chiave dell'ossatura del partito, è stato approvato ieri con 46 voti a favore, nessun contrario e 11 astenuti tra i rappresentanti della corrente di Rosy Bindi. Un successo per il presidente Salvatore Vassallo e la relatrice Fernanda Contri, ha detto Goffredo Bettini. Ci sono delle norme antiomofobia. La commissione ha posto poi il limite di tre mandati per i parlamentari e di due per gli incarichi esecutivi, escludendo peró tutti i ruoli «subnazionali» (sindaco, presidente di provincia e di regione). Del resto ieri Veltroni ha detto «basta alle carriere a vita. Quando la politica diventa un mestiere è pericoloso». Si è alzata di molto la soglia per partecipare alle primarie di vari tipi. Ed è qui che i bindiani hanno protestato «perché cosí le scelte vengono fatte dagli organismi dirigenti e non dagli elettori». Con questi tetti, dicono, la Bindi e Letta non avrebbero potuto correre il 14 ottobre. Sulle probabili liste elettorali delle politiche di aprile non ci sará  invece tempo per alcuna consultazione o primaria. Insomma, qui nessuna novitá : decideranno Veltroni e gli altri big del partito con un ruolo importante per i segretari regionali.

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