News per Miccia corta

15 - 01 - 2008

La stampa inglese e il golpe in italia

(la Repubblica, MARTEDáŒ, 15 GENNAIO 2008, Pagina 37 – Cultura)

 


 

LONDRA

Tutta la stampa britannica ha dato ieri ampio risalto alle rivelazioni di Repubblica su un progetto di colpo di stato in Italia discusso nel 1976 dal Foreign Office per scongiurare la prospettiva di una possibile vittoria alle urne del Pci guidato da Berlinguer. Dal governo di Gordon Brown e in particolare dal ministero degli Esteri giungono per ora solo dei «no comment» di prammatica, ma un diplomatico disposto a parlare c'è, o meglio un ex-diplomatico, Guy Millard, che fu ambasciatore del Regno Unito a Roma dal 1974 all'ottobre 1976. Interpellato dal Times, l'ex-ambasciatore, oggi novantenne, afferma di non essere mai stato a conoscenza di un progettato golpe anticomunista in Italia discusso in quegli anni a Londra, ma non esclude che il Foreign Office, i servizi segreti britannici e la Cia possano avere considerato una mossa simile.

«Se c'è stato allora un progetto di colpo di stato», dice Millard, «io non ne ho mai saputo nulla dai miei superiori al Foreign Office, ma d'altronde si sarebbe trattato di un'operazione talmente segreta che non lo avrebbero certamente detto ai diplomatici». L'ex-ambasciatore aggiunge che, da parte sua, non credette mai di allarmare il governo laburista di Callaghan sulla possibilitá  di una vittoria dei comunisti italiani alle elezioni del '76: «Non condividevo simili inquetudini. Non ho mai pensato che il Pci potesse vincere le elezioni, perché mi sembrava che il popolo italiano avesse paura, quando si arrivava alla resa dei conti, di separarsi dall'America». Millard, che lasció l'incarico di ambasciatore quattro mesi dopo le elezioni di quell'anno, vinte dalla Dc con uno scarto di quattro punti percentuali sul Pci, aveva tuttavia una buona impressione dei comunisti italiani: «Il comunismo in Italia era di tipo decisamente moderato. Lo chiamavano, del resto, eurocomunismo e gli esponenti del Pci che io incontrai nei miei anni a Roma sembravano gente molto per bene, dei comunisti civilizzati, per cosí dire».

Il Times ha dedicato una pagina intera allo scoop di Repubblica, sotto un titolo che non lascia dubbi al lettore: «La Gran Bretagna aderí a un complotto per rovesciare un governo comunista italiano». Anche il Guardian, il Telegraph e l'Independent hanno pubblicato servizi sulla vicenda.

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