News per Miccia corta

06 - 01 - 2008

Il pacifista che guidó la guerriglia urbana

(il manifesto, 5 gennaio 2008)

 


 


 

Giancarlo Bocchi

Il 5 gennaio di settantuno anni fa, sulle alture spagnole de El Matoral, una pallottola vigliacca colpiva alle spalle e uccideva Guido Picelli, vicecomandante del Battaglione Garibaldi. Sulla vita di uno degli oppositori antifascisti piú importanti e ingiustamente anche piú misconosciuti della storia del nostro paese, da piú di 10 mesi sto portando avanti una ricerca storica-documentaristica per la realizzazione di un film, che mi ha portato a viaggiare attraverso gli archivi riservati e segreti di Russia, Spagna, Francia e Italia. Qui a fianco ho voluto ricordare un episodio poco conosciuto della vita del rivoluzionario di Parma, ma importante per il suo significato storico-politico e simbolico: nel 1924 Picelli inalberó la bandiera rossa sul Parlamento italiano sfidando Mussolini che aveva abolito la Festa del Primo Maggio. Ma chi era quest'uomo coraggioso, altruista, nobile, libertario e beffardo? Negli anni '20 e '30 fu una vera leggenda per il proletariato internazionale. Il teorico della «guerriglia urbana» era in realtá  un fervente anti-militarista che si serviva delle tecniche e strategie militari per difendere il proletariato. In questo senso sará  sempre ricordato per la «Battaglia di Parma» del 1922, quando sconfisse con 400 Arditi del popolo i 10 mila squadristi fascisti guidati da Italo Balbo. Fu una vittoria unica, un capolavoro tattico che le forze politiche democratiche nazionali non vollero trasformare in strategia. Cosí tra errori, settarismi e divisioni, misero il paese in mano ai fascisti. La strategia politica di Picelli era racchiusa in due parole: «unitá  e azione». Con il suo Fronte unico, composto da anarchici, comunisti, socialisti, cattolici, repubblicani, ecc. nel 1922 sbaraglió i fascisti. Per primo aveva indicato una via, che sará  poi percorsa molti anni dopo, con grave ritardo e a volte malamente, dalle forze democratiche. In questa occasione, grazie a un documento inedito trovato negli archivi russi, per la prima volta possiamo indicare Guido Picelli, non solo come il vice-comandante dei garibaldini di Spagna, ma anche come il comandante dell' 8° Battaglione delle Brigate Internazionali. Quello che i suoi volontari chiamavano affettuosamente «Il Battaglione Picelli».

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