News per Miccia corta

01 - 12 - 2007

A proposito di memoria e di risarcimenti alle vittime

(la Repubblica, SABATO, 01 DICEMBRE 2007, Pagina 26 – Commenti)

 

 

 

 

E gregio Corrado Augias, saró sintetico ma chiaro. Avendo perso tutta la mia famiglia ad Auschwitz tra il '43 ed il '45 ed avendo combattuto dall'8 settembre '43 al 27 aprile '45 nelle file della resistenza saluzzese, nel 2005 mi sono sentito dire dalla Claims Conference di Berlino che il governo tedesco non mi riconosceva nessun risarcimento perché sono stato un partigiano. I risarcimenti sono dovuti se si è stati nascosti, perseguitati o se si è vissuto sotto falso nome. Io sono stato tutte queste cose insieme e molto, molto di piú. Bene: nessun risarcimento perché ho fatto il partigiano.

 

Sembra quasi che io abbia avuto un ruolo istituzionalizzato dal Duce o dai nazisti essendo stato partigiano. E' paradossale e dimenticano la mia persecuzione e la morte dei miei 13 famigliari. Dal 2005 non mi hanno piú detto niente ed allora la scorsa settimana mi sono rivolto con una lettera al presidente della Repubblica e al presidente del Consiglio e sono pronto a dare battaglia a questa interpretazione offensiva della memoria dei caduti e della memoria storica della Resistenza e di quel popolo che non ha diritto oggi a nulla secondo Berlino.

 

 

Isacco Levi alexiei78@hotmail.com

 

 

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I l caso mi è sembrato incredibile, ho preso altre informazioni. Isacco Levi, 83 anni, è stato comandante partigiano della squadra volante nella 181a Brigata Garibaldi "Mario Morbiducci" in valle Varaita. Tredici membri della sua famiglia vennero deportati ad Auschwitz. Madre, sorella, fratello, zii, zie, nonni e nonne e un cugino perirono nel lager; alcuni gasati all'ingresso del campo, altri deceduti poi a causa dei maltrattamenti o per le condizioni patite. Per esempio la zia Beniamina di 33 anni, morí dopo essere stata liberata dai russi per problemi alimentari. I Levi erano commercianti di stoffe da generazioni; con loro il regime fascista di Saluzzo fu feroce, si cominció con la revoca della licenza, si finí con Auschwitz.

 

Isacco, cacciato da scuola, sopravvisse perché pochi giorni prima dell'arresto della famiglia si arruoló nelle file della Resistenza. Due anni fa la «Conference on Jewish Material Claims Against Germany», l'organismo ebraico che dal 1951 si occupa di fare risarcire le vittime dell'Olocausto, ha comunicato che Isacco Levi non ha diritto di essere risarcito dati i criteri singolari stabiliti dalle autoritá  tedesche per ottenere lo status di vittima del Terzo Reich. L'essere stato argomenta l'informativa: «membro attivo della Resistenza in Italia e in Francia fino alla Liberazione... sfortunatamente non viene compreso nelle richieste sulla natura della persecuzione». Le clausole prevedono la deportazione per almeno 6 mesi o 18 mesi di prigionia in un ghetto, citano espressamente l'aver sofferto «un minimo di diciotto mesi di esistenza illegale sotto falsa identitá  o in pessime condizioni». Conclusione: la richiesta non è stata respinta ma prorogata. Non so se le autoritá  italiane possano fare qualcosa. Sono certo peró che tutto ció che è possibile fare sará  fatto.

 

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