News per Miccia corta

27 - 11 - 2007

Irving parla a Oxford cortei e boicottaggi

(la Repubblica, MARTEDáŒ, 27 NOVEMBRE 2007, Pagina 17 – Esteri)

 

 

I poliziotti costretti a presidiare la cittadella universitaria 

 

 

 

ENRICO FRANCESCHINI 

 

 

LONDRA - ሠil posto piú famoso del mondo per fare un dibattito: la Oxford Union, societá  che raggruppa gli studenti dell'omonima universitá , organizza una serie di incontri pubblici all'anno e non manca mai di stimolare la discussione. Ex-presidenti americani, da Carter a Clinton, leader politici come Nelson Mandela, ma anche stelle del calcio come Maradona, del pop come Michael Jackson, e perfino della pornografia, hanno preso la parola come oratori nelle sue serate. Questa volta, peró, gli oxfordiani hanno esagerato e di pubblicitá , per lo piú negativa, ne stanno ricevendo anche troppa. L'invito allo storico David Irving, incarcerato in Austria per il suo negazionismo dell'Olocausto, e a Nick Griffin, capo del British National Party, un piccolo partito xenofobo, si è ritorto contro gli organizzatori.

 

Centinaia di manifestanti sono scesi in strada a protestare davanti alla sede della Oxford Union, altrettanti poliziotti in divisa e in borghese hanno presidiato la cittadella universitaria per evitare disordini, mentre altri invitati al dibattito hanno deciso di boicottare l'evento, in programma ieri sera.

 

Il tema da discutere era «la libertá  di parola», e questo spiega quale fosse l'idea: è lecito dare la parola a tutti, anche a chi promuove idee abominevoli? Secondo Luke Tryl, presidente di turno della Oxford Union, sí: «Personalmente detesto le tesi di Irving e Griffin, ma ritengo che il modo giusto per contrastarle sia affrontarli non ricorrrere alla censura. Cosí facendo veniamo meno al principio della libertá  di parola». La maggior parte dei soci della Oxford Union, chiamati a votare sulla questione, la pensano come lui: hanno optato due a uno a favore di invitare lo storico negazionista. Julian Lewis, un autorevole deputato del partito conservatore, ha dato le dimissioni da membro della Oxford Union perché non è d'accordo per niente: «Invitare gente simile è un'interpretazione sbagliata del concetto di libertá  di parola», afferma. «I dirigenti della Oxford Union sono prigionieri della propria vanitá  e desiderosi di finire in prima pagina». Il ministro della difesa Des Brown e altri ospiti invitati al dibattito concordano con lui, e perció hanno deciso di boicottare la serata.

 

Gli organizzatori ci sono finiti, in prima pagina. La vanitá  o perlomeno la ricerca di pubblicitá , in effetti, potrebbero c'entrare qualcosa: presiedere la Oxford Union puó essere un trampolino di lancio per una carriera politica. Cinque futuri premier britannici hanno occupato l'incarico, cosí come Benazir Bhutto. La leader pakistana continua a battersi per la libertá  di parola: ma per togliere un pulpito a chi la nega, non per offrirgliene uno. 

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