News per Miccia corta

19 - 11 - 2007

Toni Negri e il calcio: anche qui il revisionismo storico gioca brutti scherzi alla memoria

Dai tempi di Potere Operaio ho sempre considerato Toni Negri come un buon maestro. Anche per questo sono rimasto sconcertato dalla sequela di errori, oltre che di giudizi e analisi decisamente discutibili, contenuti nell'intervista "Gli ultrá  dell'iperumano",  rilasciata ad Alberto Piccinini e Matteo Patrono su "il manifesto". 

 

Ne segnalo tre, di carattere diverso.

 

Il primo è su Kurt Hamrin: l'uccellino ha giocato nel Padova a 23 anni, altro che quando era ormai invecchiato. A fine carriera, Hamrin ha giocato nel Milan e nel Napoli.

 

Il secondo, piuttosto grave, è sul rapporto tra linguaggio delle organizzazioni rivoluzionarie e coreografie da stadio. Le Brigate Rossonere sono state fondate nel 1975, quando quelle altre erano giá  in campo da alcuni anni. E, negli anni Settanta, il linguaggio della piazza rossa si travasava nello stadio, non viceversa. Il fenomeno contrario è avvenuto negli anni Novanta, quando l'anoressia politica non ha piú avuto parole  proprie. Non solo. Le Brigate Rossonere giá  negli anni Ottanta avevano virato a destra: mi ricordo che proprio in quel periodo il "chirurgo", uno dei loro capi, venne a farci compagnia a San Vittore. Ragazzo dai modi educati e proprio per questo molto pericoloso: lui e la sua banda c'entravano con la sinistra come i cavoli con la merenda.

 

Il terzo errore è molto grave, da rettifica ai sensi delle legge sulla stampa. Negri attribuisce a Franco Tommei (con due emme, please) un ruolo nella fondazione dei gruppi ultras rossoneri. Francone, nella realtá , è stato un sarcastico, aristocratico interista. Uno dei migliori di questa bella e rara etnia. Alla sua morte, ho avuto in ereditá  la sua sciarpa nerazzurra, che mi porto a San Siro quando vado, ogni due settimane, a star male come una bestia per due ore.

 

Ovviamente, a San Siro c'ero anche domenica scorsa. E ho visto e seguito un corteo improvviso, di almeno mille persone: molto giovani, giustamente incazzati. Con il braccio destro teso in avanti, a mano aperta. Ormai siamo riusciti anche nell'impresa di consegnare alla destra, quella sí radicale, il bagaglio ribelle di una nuova generazione. La sinistra, anche quella cosiddetta antagonista, non ha mica tempo e voglia di occuparsi di cose maledettamenre serie come il tifo da stadio e la socialitá  di quartiere. Meglio lasciarle ai fascisti. Troppa fatica lavorare nelle periferie brutte, sporche e cattive. Troppo grassi, comandante.

 

A Toni solo un consiglio: continua a regalarci le tue originali e preziose visioni di mondo, ma lascia stare il fobbal: non è pane per i tuoi denti.

 

Cecco Bellosi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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