News per Miccia corta

10 - 10 - 2007

Il prete dei boia di Videla ``Confessava e torturava``

(la Repubblica, MERCOLEDáŒ, 10 OTTOBRE 2007, Pagina 20 – Esteri)

 

 

 

 

 

Il processo riapre la questione della vicinanza della Chiesa con la dittatura 

 

I testimoni sono monitorati con un chip per evitare che siano rapiti e uccisi 

 

 

 

OMERO CIAI 

 

 

BUENOS AIRES - Il giustiziere questa volta si chiama Hector Timerman ed è il console argentino a New York. Figlio del giornalista Jacobo Timerman, arrestato illegalmente e torturato per mesi in un lager della dittatura militare, Hector ha raccontato ai giurati quello che suo padre, morto nel 1999, gli disse di Christian Von Wernich, il cappellano militare condannato ieri dal Tribunale di La Plata per aver partecipato in prima persona alla strage degli oppositori politici negli anni del regime del generale Videla. La testimonianza di Hector Timerman è stata quella decisiva per stabilire che il sacerdote non era solo un confessore degli aguzzini ma prendeva parte alle torture e collaborava apertamente con i militari. La vicenda, la prima che si conclude davanti ad un tribunale, è emblematica dell'atteggiamento della Chiesa locale in quegli anni, quando numerosi sacerdoti si schierarono dalla parte degli assassini e le alte gerarchie chiusero gli occhi perché «il processo di riorganizzazione nazionale» (il nome burocratico che i militari diedero al massacro) doveva «purificare» l'Argentina e riportarla sulla retta via dei valori cattolici e occidentali.

 

Dichiaratamente antisemita, Von Wernich fu in quegli anni uno dei principali consulenti di Ramon Camps, il colonnello che guidava la Bonaerense, la polizia della provincia di Buenos Aires. Ed era libero di recarsi da un centro di detenzione clandestino all'altro, presenziare alle torture, benedire i carnefici. Secondo i numerosi testimoni al processo, Von Wernich si recava anche a confessare i detenuti per poi riferire a Camps quello che aveva saputo. Un altro testimone al processo ha raccontato il cinismo con il quale il sacerdote accudiva i detenuti dopo le sessioni di tortura con la picaña, una specie di sedia elettrica. Quando questi gli parló del tremendo dolore provato da un altro detenuto il prete sorrise e disse: «Non ti preoccupare basta fare un massaggino ai muscoli e in due o tre giorni passa tutto».

 

Il pubblico ministero e le parti civili hanno accusato Von Wernich di partecipazione diretta in 31 casi di tortura, 42 detenzioni illegali e 7 omicidi. I sette omicidi sono la vicenda piú significativa che si è dibattuta nel corso del processo. Erano studenti che militavano nel gruppo di Montoneros, la gioventú peronista dell'epoca, e che vennero convinti da Von Wernich a collaborare e a fornire nomi e indirizzi dei loro compagni. In cambio di queste informazioni e di 1500 dollari a testa che le loro famiglie consegnarono ai militari, ai sette venne promesso che avrebbero avuto salva la vita. Invece vennero assassinati.

 

Il processo a Von Wernich ha creato molto imbarazzo nella Chiesa argentina che, fino ad ora, ha scelto di non intervenire in alcun modo. I vescovi hanno preparato una dichiarazione di condanna del comportamento del sacerdote che verrá  resa nota nelle prossime ore: inoltre l'uomo verrá  sospeso a vita dall'esercizio del sacerdozio. Solo pochi anni fa, grazie al libro «Tu sia maledetto», scritto da un giornalista che investigó con i sopravvissuti le sue responsabilitá  criminali, Christian Von Wernich è stato allontanato dalla polizia bonaerense ma formalmente non ha ricevuto ancora nessuna sanzione dai suoi superiori.

 

Per la prima volta, in questo che è il secondo processo che arriva alla sentenza dopo l'annullamento delle leggi di amnistia e indulto a favore dei militari della dittatura, è stato messo in pratica un nuovo programma di protezione dei testimoni. Grazie ad un microchip collegato ad un meccanismo satellitare i loro spostamenti vengono monitorati costantemente. Ció che i giudici vogliono evitare è un nuovo caso Lopez, il testimone scomparso un anno fa e mai ritrovato. 

 

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