News per Miccia corta

18 - 09 - 2007

GIORNALISTI: TOBAGI; ESCE LIBRO BIANCO CON RAPPORTO EX CC

 

(ANSA) - MILANO, 18 SET - Al giornalista Walter Tobagi, editorialista di punta del Corriere della Sera e presidente dell'Associazione lombarda dei giornalisti (Alg) che fu ucciso dai terroristi della 'Brigata 28 marzo' il 28 maggio 1980, poteva essere evitata una tragica morte? A questa domanda risponde un libro bianco esplicitamente intitolato 'Tobagi poteva essere salvato. I segreti, le bugie e le verita' nascoste'.

 

La pubblicazione e' stata presentata oggi in un convegno al Circolo della Stampa di Milano, una sala del quale e' intitolata proprio a Tobagi, che e' stata coordinato dal presidente attuale dell'Alg, Giovanni Negri, esponente di Stampa Democratica la corrente della Fnsi fondata dal giornalista vittima della lotta armata. Nel volume, tra l'altro, si puo' leggere il rapporto del brigadiere dei carabinieri, Dario Covolo in cui il 13 dicembre 1979 grazie a una fonte confidenziale rese noto (questa e' anche la tesi del libro) ai suoi superiori il rischio per la vita del giornalista specificando perfino la zona (l'attentato fu compiuto in via Solari a due passi dalla casa della vittima).

 

Ma al centro dello stesso incontro si e' discusso della querela per diffamazione a Renzo Magosso (l'udienza conclusiva del processo e' prevista giovedi' al Tribunale di Monza), caporedattore del settimanale 'Gente' e amico di Walter Tobagi, a causa di una intervista proprio a Covolo, soprannominato Ciondolo. Magosso, ha sintetizzato Negri, 'e' un cronista di razza che ha ricostruito con rigore i fatti e ora deve rispondere penalmente e civilmente per la correttezza del proprio operato'. 'Sono in discussione la liberta' di stampa e il rischio e' che chi parla di Tobagi venga intimidito', hanno concordato Franco Corleone, ex sottosegretario alla Giustizia e Andrea Parini, della direzione nazionale della Rosa nel Pugno.

 

L'ex leader di Prima Linea, Sergio Segio, ha ipotizzato che 'fosse piu' conveniente lasciare mano libera al terrorismo per poi poterlo reprimere meglio riportando l'ordine'. L'ex presidente dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia, Franco Abruzzo, ha ricordato che 'nel gennaio del 1979 fu trovata una valigetta in cui furono indicati 3 giornalisti da uccidere: io, Tobagi e Valiani oltre a 35 giudici, e tra questi era stato appena ucciso Alessandrini; fummo invitati a uscire di casa dopo le 9 del mattino perche' di norma gli attentati accadevano verso le 8,30'.
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