News per Miccia corta

12 - 09 - 2007

Continuano le provocazione del ``pentito`` Roberto Sandalo, protetto da apparati statali: riconosciuto a Milano a una manifestazione anti-Islam

(la Repubblica, MERCOLEDáŒ, 12 SETTEMBRE 2007, Pagina 15 – Interni)

 

 

 

Sfila in incognito a Milano, riconosciuto da un anarchico. Sí, ero io al corteo: bisogna dire no alla islamizzazione, il nostro Paese deve restare cristiano" 

 

 

 

L'ex terrorista Sandalo in piazza "Difendiamo l'Italia dai musulmani" 

 

 

 

DAVIDE CARLUCCI

 

MARCO SEVERO 

 

 

MILANO - «Ti abbiamo riconosciuto, sei Roberto Sandalo». Dacia Valent, ex parlamentare Pdci, e Giuseppe Fallisi, il cantante anarchico autore de "La Ballata del Pinelli" smascherano l'ex terrorista di Prima Linea mentre scandisce slogan contro l'Islam a una manifestazione milanese per l'11 settembre.

 

Davanti alla sede della Commissione europea, in corso Magenta, si sono dati appuntamento i membri dell'Osservatorio del diritto Italiano per consegnare una lettera contro il fondamentalismo islamico. Tra di loro c'è Roberto Maria Severini. Ha un crocefisso colorato al collo e un paio di Ray-Ban a goccia: «Difendiamo l'Italia dai musulmani, il nostro Paese deve restare cristiano». Dieci minuti avanti cosí. Poi la svolta. Un drappello di contro-manifestanti avanza, è capeggiato dalla Valent. Fallisi finge di assecondare i manifestanti: «Eh, quanti problemi l'Italia, il terrorismo islamico ormai ha sostituito quello rosso degli anni Settanta, delle Br e di Prima Linea. Soprattutto di Prima Linea e di quell'infame di Roberto Sandalo». Il Severini ha un fremito, sbianca. «Sandalo, quel farabutto - urla indicando Severini - ha partecipato a diversi omicidi e poi, per salvarsi, ha mandato in carcere un sacco di gente».

 

In un attimo cinque funzionari di polizia circondano Severini per proteggerlo. Lui nega la sua vera identitá . Ma i poliziotti stanno proteggendo l'ex Prima Linea, condannato per banda armata nell'aprile 1980. Furono proprio le sue confessioni da pentito a permettere alla polizia di sgominare l'organizzazione responsabile dell'omicidio Alessandrini e di tante altre esecuzioni. Ed è lui al centro dell'affaire Donat Cattin, recentemente rievocato in un libro-intervista di Francesco Cossiga, che aveva avvisato il leader Dc Carlo Donat Cattin dell'attivitá  terroristica del figlio. Condannato a undici anni e sette mesi, Sandalo ne scontó due e mezzo.

 

Cambió identitá  ma alla fine anni Novanta lo si scopre fra le Guardie padane. Pochi mesi dopo viene arrestato per una serie di rapine nell'Astigiano. «Ma a luglio di quest'anno sono stato assolto», sottolinea Sandalo. E a dicembre del 2006 rieccolo a Colle val d'Elsa tra gli anti-islamici contrari alla costruzione di una moschea. Come ieri, quando, in compagnia di alcune parapsicologhe della rivista on line Lisistrata, ha continuato a negare la sua identitá . Ma a fine giornata ammette: «Sí, sono l'ex terrorista di Prima Linea ma sono anche uno che ha servito due volte lo Stato, prima come ufficiale degli alpini e poi dissociandomi e collaborando a mettere fuori piazza una banda di assassini. Non vedo perché io non possa fare politica mentre altri personaggi mai redenti sedendo nei piú alti scranni delle istituzioni». Parla del percorso interiore che lo ha portato «a battersi contro il terrorismo islamico»: «sono sempre stato contro i totalitarismi, antifascista: mio padre era un partigiano, sono mezzo ebreo e ho parenti morti nei campi di concentramento. E se non si fa qualcosa a Milano presto ci saranno centinaia di morti». 

 

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