News per Miccia corta

30 - 08 - 2007

Germania, l'autocritica di Schmidt ``I ragazzi del '68 avevano ragione``

(la Repubblica, GIOVEDáŒ, 30 AGOSTO 2007, Pagina 27 – Esteri)

 

 

 

"Raf, Br, gruppi arabi: tutti disprezzano i diritti". "Nel '75 avevo lasciato scritto: se mi rapiscono, niente scambi" 

 

 

 

 

 

 

GIOVANNI DI LORENZO 

 

 

Signor Schmidt, abbiamo dovuta pregarla a lungo per ottenere questa conversazione. Sembra che, anche a 30 anni di distanza, sia difficile per lei parlare dell'autunno tedesco.

 

«Non è difficile. Ma ho poca voglia di parlarne».

 

Che cosa la infastidisce?

 

«Uno dei motivi ha a che fare con voi giornalisti. Quasi tutti si occupano dei terroristi, dei loro motivi e percorsi personali, senza preoccuparsi minimamente delle vittime di questi orrendi crimini».

 

Il 5 settembre 1977 fu rapito Hanns Martin Schleyer, presidente dell'associazione dei datori di lavoro. Che cosa ricorda?

 

«Niente».

 

Non ricorda nulla?

 

«Posso solo ricostruire che ero a Bonn, in ufficio, dove nel giro di pochi minuti ho saputo quello che era successo».

 

Mi scusi, è stato uno dei giorni piú drammatici del suo mandato e lei dice di non avere ricordi?

 

«Ci sono stati molti altri giorni drammatici. Avevamo avuto il rapimento di Peter Lorenz, l'assalto all'ambasciata di Stoccolma, l'omicidio di Jürgen Pontos».

 

Interviene la moglie Loki Schmidt: «Dopo l'assalto all'ambasciata di Stoccolma, Helmut e io abbiamo attraversato il parco, al buio. Abbiamo discusso e alla fine abbiamo preso una decisione: domani facciamo mettere per iscritto che nessuno dei due intraprenderá  nulla di particolare per salvare l'altro».

 

Schmidt: «Se ne parli, allora devi essere precisa. Quel documento ancora oggi dovrebbe essere tra gli atti della cancelleria. C'è scritto: "Nel caso in cui la signora Schmidt o il signor Schmidt fossero rapiti, lo Stato non deve accettare alcuno scambio"».

 

Franz Josef Strauss, che con Helmut Kohl era il piú importante esponente dell'opposizione nell'unitá  di crisi, avrebbe proposto di istituire dei tribunali speciali e fucilare un detenuto della Raf per ogni ostaggio ucciso. Non sono giustificati i timori per lo stato di diritto in tempo di crisi?

 

«Non ne parlo volentieri, quando si parla dei morti bisognerebbe dire solo cose positive. E' vero che Strauss ha fatto un'affermazione che per me fu molto sconcertante, ma non nei termini citati da lei. In mia presenza le parole di Strauss furono molto piú prudenti».

 

Ma andavano in quella direzione?

 

«Credo abbia detto: "Anche noi abbiamo degli ostaggi". Niente piú di questo».

 

Lo stato di diritto avrebbe potuto essere piú danneggiato se le cose fossero andate ancora peggio?

 

«Per quanto ne so c'è stata un'unica violazione dello stato di diritto, ed è stata perpetrata da me, durante il dirottamento Lufthansa (il Boeing Landshut fu dirottato il 13 ottobre 1977 con 87 persone a bordo, liberate 5 giorni dopo da un commando tedesco a Mogadiscio Ndt). L'aereo era giá  in Medio Oriente, lo abbiamo fatto inseguire dai corpi speciali del GSG9. Un radioamatore intercettó qualche conversazione e concluse giustamente che i tedeschi avrebbero cercato di catturare l'aereo. La redazione di Bonn del quotidiano die Welt lo scoprí e sparó la notizia in prima pagina. Uno dei nostri, che era a Bonn per caso, vide il giornale in edicola giá  la sera prima. Io chiamai il caporedattore in carica e lo minacciai di cose terribili, se non fosse riuscito a ritirare subito tutte le copie giá  distribuite. E lui lo fece. Per quanto ricordo fu l'unica volta che è stata violata la legge».

 

Un rapporto confidenziale dell'intelligence svela la proposta di un agente contro il terrorismo internazionale: parla di «eliminazione» e di «liquidare». Secondo lei qualcuno che lavora per i servizi segreti di uno Stato democratico puó fare proposte del genere?

 

«Non voglio rispondere alla domanda. Voglio dire qualcosa di completamente diverso: io non mi fido piú di nessun servizio segreto. Punto».

 

Com'è arrivato a questa conclusione?

 

«Sono dei poveri diavoli. Soffrono di due malattie psichiche: una è dovuta al fatto che non ricevono mai un riconoscimento pubblico. E' inevitabile, devono lavorare in segretezza. L'altro disturbo è dovuto al fatto che tendenzialmente sono inclini a pensare di comprendere gli interessi del proprio paese molto meglio del loro governo. Per questo non mi fido di loro».

 

Lei fu sorpreso dai suicidi della Raf nel carcere di Stammheim. Perché?

 

«Per suicidarsi in carcere ci vuole un certo impegno. Per quale motivo in un presunto carcere di massima sicurezza c'è una corda o qualcosa con cui impiccarsi? Perché ci sono delle pistole? Non lo ritenevo possibile. Il carcere di Stammheim dev'essere stato una porcheria».

 

Se ripensa a tutto partendo dalla fine: gli ostaggi del Boeing Lufthansa "Landshut" sono liberi, Hanns Martin Schleyer è stato sacrificato, i dirottatori non sono stati presi, i tre piú importanti prigionieri della Raf si sono sottratti al processo suicidandosi. Lo stato non ha ceduto. Ma ha vinto anche lo stato di diritto?

 

«Lo stato di diritto non deve vincere, non deve neanche perdere, deve solo esistere».

 

E a lei cosa è rimasto?

 

«Ripeterei quello che ho giá  detto al Bundestag 30 anni fa. Sono avvolto dalla colpa - colpa nei confronti di Schleuer e nei confronti di sua moglie, colpa nei confronti dei due agenti di Stoccolma che furono uccisi».

 

Ho raccolto quello che ha detto sugli studenti e sulla loro protesta tra il 1967 e il 1972: "arroganza", "retorica polemica terribilmente semplicistica" e persino "Mentre noi stiamo qui a parlare, a Kiel picchiano il rettore e cagano sul tavolo dell'aula dei tribunali». E' pentito per ció che ha detto?

 

«Oggi mi esprimerei in modo leggermente diverso. Ma direi comunque che quella era gente che aveva abboccato alla propaganda antifascista di Mosca e di Berlino Est. Bisogna aggiungere una cosa, è vero che noi tedeschi con Adenauer, Erhard e Kiesinger e anche ancora con Brandt siamo stati un po' troppo umani con i criminali nazisti».

 

Quindi comprende questo aspetto della protesta?

 

«Oh, sí! Io non sono mai stato in pericolo di diventare nazista per il mio nonno ebreo. Questa coincidenza, o la genealogia, ma forse è stata solo una coincidenza, mi hanno risparmiato. Per il resto la massa di coloro che dopo il 1949 hanno riempito gli uffici statali tedeschi erano simpatizzanti nazisti, e alcuni erano criminali nazisti. La cosa peggiore furono questi gregari nazisti nella giustizia: giudici e procuratori. Non c'è nulla da ridire sulla critica dei sessantottini alle universitá , in principio era giusta. La paura del ritorno al fascismo cui la grande coalizione doveva spianare la strada è una stupidata. Ma la critica dei giovani alle universitá  era giustificata».

 

Il terrorismo tedesco ha avuto una forma particolare con Baader, Meinhof e gli altri?

 

«Ho il sospetto che tutti i terrorismi, non importa se la Raf tedesca, le Brigate Rosse italiane, i gruppi francesi, irlandesi, spagnoli o arabi, siano uguali nel loro disprezzo dei diritti umani. Vengono surclassati da determinate forme di terrorismo di stato».

 

Dice sul serio? A chi si riferisce?

 

«Lasciamo perdere, ma credo davvero a quello che dico».

 

 

(Copyright die Zeit - la Repubblica, traduzione di Thomas Paggini) 

 

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