News per Miccia corta

23 - 08 - 2007

Parigi, arrestata latitante br

(la Repubblica, GIOVEDáŒ, 23 AGOSTO 2007)








 



 

 
Marina Petrella, condannata al Moro ter. Prodi: ora estradizione
 
 
 
Arrestata nel '78 poi scarcerata; catturata nell' '82 dopo uno scontro a fuoco
 
ENRICO BONERANDI


PARIGI - Alle 6 del pomeriggio di martedí, insieme alla figlia piú piccola, Marina Petrella ha varcato la porta del commissariato di Argenteuil, il sobborgo di Parigi dove vive da 14 anni, convocata per una pratica burocratica. Dopo un paio d'ore, e febbrili consultazioni tra Parigi e Roma scattate quando il funzionario si è accorto, consultando il terminale, di avere a che fare con una ex terrorista per cui l'Italia aveva chiesto l'estradizione, la Petrella ne è uscita in manette.
Non è stata una «brillante operazione delle forze anti-terrorismo italiane e francesi», come filtrava dalle prime indiscrezioni, a portare all'arresto di una protagonista degli anni di piombo, condannata all'ergastolo nel 1988 al termine del processo Moro-ter, quando giá  era fuggita in Francia, dopo la scarcerazione per decorrenza dei termini. Le autoritá  francesi sapevano benissimo dove abitava, tanto è vero che il suo appartamento era giá  stato perquisito. Il gruppetto numeroso dei fuorusciti italiani da cinque anni vive nel timore che venga dato seguito all'accordo tra l'allora ministro di Giustizia italiano, Roberto Castelli, e il francese Dominique Perben. Con grande scandalo negli ambienti della sinistra francese, il presidente Chirac decise di revocare la «dottrina Mitterrand», contraria a concedere l'estradizione se gli ex-terroristi o come tali giudicati in Italia avessero chiuso col passato. In realtá , i francesi non si sono dati particolarmente da fare per soddisfare le richieste italiane, se non in due casi: per Paolo Persichetti e Cesare Battisti, poi fuggito in Brasile dove è stato riarrestato a marzo. Adesso, con Nicolas Sarkozy alla presidenza, forse la situazione cambierá . Ma l'arresto della Petrella, frutto a quanto pare solo di un fortuito controllo (la famiglia si dice certa che non si è trattato di una trappola), potrebbe non marcare una vera svolta.
La storia della terrorista inizia quando la Petrella viene arrestata nel "˜78 insieme al marito, Luigi Novelli, per banda armata. Scarcerata nell'80, si arruola nelle Br e viene catturata, dopo uno scontro a fuoco, nell'82. L'accusano un po' di tutti gli attentati Br di quegli anni, dall'omicidio Galvaligi a quello del vicequestore Vinci al sequestro D'Urso. In carcere, a Roma, sposa Novelli e partorisce sua figlia Elisa. Da quando è riparata in Francia ha lavorato come assistente sociale e si è legata sentimentalmente a un cittadino francese di origini algerine, giardiniere comunale. La figlia maggiore, laureanda in lingue, dice: «Eravamo tranquilli, non sembrava d'attualitá  che la venissero a cercare. Lei si è rifatta una vita, ha anche concepito mia sorella, che ha dieci anni, contando sulla parola data dallo Stato francese. Non importa che non ci sia piú Mitterrand, la parola è parola. Combatteremo». L'iter giudiziario sará  lungo. La corte d'appello di Versailles si dovrá  pronunciare sui documenti forniti dalle autoritá  italiane, ma la decisione potrá  essere appellata in Cassazione. Quindi toccherá  al Primo Ministro firmare l'estradizione, ma ancora si potrá  fare ricorso al Consiglio di Stato e, nel caso, alla Corte europea per i diritti dell'uomo.
In Italia la soddisfazione per la cattura dell'ex-brigatista è unanime. Dal premier Romano Prodi («con questo arresto, che dá  nuovo slancio all'attivitá  di intelligence e di lotta al terrorismo, si potrá  far luce su uno dei periodi piú bui, tragici e assurdi della repubblica») ai ministri Mastella e Amato, che ringraziano le autoritá  francesi. Diverso il commento del giudice istruttore del processo Moro, Ferdinando Imposimato: «Purtroppo la Francia è stata da sempre luogo di ospitalitá  per terroristi, un fatto di gravitá  inaudita e una delle storture dell'Europa».
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