News per Miccia corta

20 - 08 - 2007

Quei bimbi uccisi sul Muro Berlino scopre nuovi crimini

(la Repubblica, LUNEDáŒ, 20 AGOSTO 2007)
 
 
 
 
 
 
 
Per ogni vita spezzata il poliziotto che aveva sparato riceveva un premio speciale pari a tre mesi di stipendio
 
ANDREA TARQUINI

BERLINO - Il piú piccolo, Joerg Hartmann, morí a dieci anni falciato dalle raffiche di Kalashnikov dei Vopos. Il suo compagno di fuga Lothar Schleusener, 13 anni, cadde al suo fianco crivellato di colpi. Guenter Semmler fu assassinato al confine a 14 anni, Karl-Heinz Kube e Axel Hannemann a 17. Almeno quaranta bambini e fanciulli furono uccisi dalle guardie di frontiera della Ddr, la Germania comunista, mentre da soli o con genitori o amici tentavano la fuga nel mondo libero. E' un'agghiacciante "Spoon river" dei bimbi assassinati, quella di cui ieri Bild am Sonntag ha narrato. E per ogni vita spezzata il poliziotto che aveva sparato riceveva in premio tremila marchi orientali, tre mesi di salario medio.
«Ancora oggi la gente non vuole capirlo, ma nella Ddr l'ordine era davvero di sparare anche ai bambini al confine», dice Ursula Moers. Oggi ha settant'anni. Nel 1966 era insegnante alla scuola numero 21 alla Rigaerstrasse a Berlino Est. «Il piccolo Joerg era un bimbo taciturno, in classe non si era fatto amici», racconta la sua ex professoressa. «Era poverissimo: il padre era fuggito a Berlino Ovest, la madre era ricoverata in una clinica psichiatrica. Lui viveva affidato alla nonna. Aveva solo un sogno: raggiungere papá . Lá , oltre il Muro, era il suo sogno di vita felice». Joerg cercó a lungo di adattarsi, di far pace con la realtá , di smettere di sognare. Ma il richiamo dell'affetto, la nostalgia del padre, erano troppo forti. Il "Muro della Vergogna" era stato costruito da cinque anni. Era una sera di marzo del 1966: Joerg e il suo amico del cuore, Lothar Schleusener, tredicenne, tentarono di scavalcare la «gloriosa frontiera anti-imperialista di difesa delle conquiste del socialismo» in un angolo nascosto di Treptow, uno dei piú grandi quartieri popolari di Berlino Est. La Berlino Ovest delle luci e della libertá , la cittá  oltre il Muro dove viveva papá , era lá  a un passo. Ma i soldati dei reparti speciali della Stasi videro i due bimbi.
Spararono senza preavviso, tante brevi raffiche di Kalashnikov. I piccoli caddero uccisi sul colpo. Dopo pochi giorni, Ursula Moers, allarmata dall'assenza di Joerg, chiese informazioni. Fu convocata dal preside, duramente rimproverata e ammonita a farsi gli affari suoi se non voleva passar guai. Il bimbo era morto in un incidente, dissero. Bernhard B., il soldato che aveva ucciso i due bambini, fu lodato e premiato. Dopo la riunificazione, fu condannato a venti mesi, ma con la condizionale.
«Non esitate a sparare anche su bambini e donne», recitava l'ordine che in alcune caserme dei reparti speciali della Stasi veniva letto all'adunata ogni mattina. Pochi anni piú di Joerg e Lothar aveva Karl-Heinz Kube, detto «Kalle» dagli amici. Adorava i Beatles, era curioso. Viveva a Kleinmachnow, il quartiere di ville della Ddr (ospitava gerarchi, alti ufficiali, ma anche intellettuali) a un passo dall'estremo limite occidentale del settore americano di Berlino Ovest. Il 16 dicembre 1966, Kalle e il suo amico Detlev, 18 anni non ancora compiuti, tentarono di passare a Zehlendorf, l'Ovest oltre i reticolati. Kalle cadde falciato dalle mitragliatrici, Detlev sparí nelle prigioni della dittatura.
L'elenco della strage degli innocenti non finisce qui. Guenter Semmler aveva appena 14 anni quando, il 13 gennaio 1972, fu assassinato in fuga dai tiratori scelti di Honecker. Marinetta Jirkowski aveva appena compiuto 18 anni, ed era visibilmente incinta. Tentó la fuga a Hohen Neuendorf verso Berlino Ovest il 22 novembre 1980, insieme a Falko, il suo compagno, e Peter, un amico del cuore. I due ragazzi ce la fecero, lei no: 27 colpi posero fine alla sua vita e a quella del bimbo che aveva in grembo. Axel Hannemann, 17 anni, tentó la fuga a nuoto in centro, e fu colpito a morte in acqua a pochi metri dal Reichstag.
Sparare contro bambini o donne era in realtá  illegale anche secondo le leggi della Ddr: il ministro della Difesa, generale dell'esercito Heinz Hoffmann, classe 1910, aveva voluto esplicitamente un divieto di far fuoco sui minori. Ma la Stasi, le sue circolari interne, il suo legame a filo doppio coi vertici del regime, contavano piú dell'attimo di pietá  di quel vecchio generale comunista sopravvissuto al Terzo Reich. L'ordine segreto di sparare anche sui minori, voluto dal capo della Stasi e numero due del regime Erich Mielke, ebbe la meglio. Restó in vigore fino all'ultimo. E per ogni vita di minorenne spezzata lo «Stato dei lavoratori tedeschi» pagó quei tre mesi di salario di premio speciale.
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