News per Miccia corta

10 - 08 - 2007

L`ereditá  del `68. Risposta a D`Alema

(la Repubblica, VENERDáŒ, 10 AGOSTO 2007, Pagina 20 – Commenti)

 

 

 

 

Accolgo l'invito rivolto dall'onorevole Massimo D'Alema ai giovani perché tornino allo spirito «rumoroso» del '68, nonostante mi trovi sulla sua stessa sponda anagrafica.

Nella guerra dei proclami di quegli anni, ci vergognavamo a essere chiari, semplici e schietti. Non eravamo sinceri neppure con noi stessi. Nutriti con il catechismo cattolico, ci ritrovammo idealmente e metodologicamente impostati per la nuova catechesi marxista. Passammo solo da un essere perfettissimo a un altro, dal monoteismo a una sorta di Olimpo pagano con Marx-Lenin-Mao Tse Tung al vertice. Qualche stravagante vi aggiunse il «compagno Giuseppe Stalin, terrore dei fascisti e dei falsi comunisti».

Nelle nostre teste si scontrarono due totalitarismi ideologici. A farne le spese fu l'uso libero della ragione. Allora le facoltá  critiche erano vasi di coccio tra i vasi di ferro di due pensieri egemonici: a furia di cozzi, molti si sbriciolarono. Gli scarsi frutti del ritorno alla ragione li raccogliemmo in una stagione molto avanzata della nostra vita(ma non tutti e percorrendo sentieri secondari), dopo aver constatato che i mille fiori di Mao, giá  vizzi alla nascita, erano definitivamente marciti.

Nel frattempo, molti ragazzi, generosi e incoscienti, bruciarono per impazienza le loro vite. Non aspettarono che nella giungla dei loro pensieri filtrasse un raggio di luce illuminista, non coltivarono né il dubbio né il distacco ironico. Ma si lanciarono anima, corpo e P38 nella lotta tra il supposto bene e il supposto male, uccisero e si fecero uccidere. E la storia impedí loro di diventare martiri. Rimasero assassini perdonati, graziati, dimenticati, resuscitati dalle tv per il divertimento e l'ammonimento del popolo spettatore.

Ci ritrovammo tutti sconfitti: noi che volevamo cambiare la societá , loro che volevano cambiare l'uomo. E ora siamo ancora qui, impotenti e piú che mai disarmati delle nostre obsolete speranze. Noi, peró, abbiamo bruciato il libretto rosso. Loro, no. Tornano al latino, alla dottrina unica, alla Vera Fede, al cattolicesimo über alles .

Una cosa è certa: non rientreremo nell'ovile guidati da simili pastori, cosí come non torneremo sulle barricate per fare piacere all'onorevole D'Alema, uno che una volta lanció una Molotov spenta. E tocca dirlo a me, che non ho mai innescato la miccia di una molotov cosí come non mi sono mai acceso uno spinello.

Ero un fante nella Grande guerra del '68 e ogni tanto mi tocca sentire un Cadorna che sproloquia su quei fatti lontani e indimenticabili. Fossi uno vivo e governativo, lascerei perdere il '68. Lascerei che i morti seppelliscano i loro morti.

 

Paolo Frambati
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