News per Miccia corta

03 - 08 - 2007

Politici e ex terroristi sulle accuse di Bolognesi. Fassino: nessuno scambio di prigionieri

(la Repubblica, 3 agosto 2007)

 

 

 

ALBERTO CUSTODERO

 

 

 

ROMA - Per Olga D'Antona, deputato di sinistra democratica, vedova del giuslavorista Massimo ucciso dalle Br, «dietro queste storie c'è dolore, sono drammi che hanno colpito le famiglie delle vittime e il Paese interno. Una possibilitá  di riscatto, tuttavia, non si deve negare a nessuno: se una persona si ravvede davvero, è una vittoria, non una sconfitta. E la democrazia è piú forte se è capace di reinserire chi sbaglia». Per Maurizio Gasparri, deputato di An, ex missino, «in Parlamento non dovrebbero sedere persone coinvolte nell'eversione. Né il deputato della Rnp, ex piellino Sergio D'Elia, né il senatore di An, ex neofascista di Terza Posizione Marcello De Angelis».

 

Il mondo politico si divide sulle accuse di Paolo Bolognesi che s'è scagliato contro gli «amici dei terroristi» e chiunque voglia «barattare l'impunitá  per i neofascisti in cambio dell'impunitá  per i cosiddetti compagni che hanno sbagliato». Il primo a replicare a Bolognesi è stato il segretario dei Ds, Piero Fassino: «Non mi pare - dice - che ci sia qualcuno che sta pensando a scambi di prigionieri». «La volontá  chiara del governo - aggiunge - è di agire perché ad ogni episodio di terrorismo venga data veritá  e giustizia».

 

Nel giorno della commemorazione della strage di Bologna, uno dei tre condannati, Francesca Mambro - che ha trascorso 18 anni in carcere - vuole rispondere, con una provocazione, alle accuse di Bolognesi. «Sí - dichiara - il partito degli "amici dei terroristi" esiste, e ne fanno parte persone per bene, intellettualmente oneste». Dopo 27 anni, e nel giorno del 27esimo anniversario della strage, la Mambro lancia un appello alle vittime: «I magistrati - argomenta - nell'emergenza hanno fatto il loro dovere. Oggi, invece, bisogna consegnare quei fatti alla storia e alla politica, guardarli con occhio distaccato e pacato. E immaginare che qualcosa non sia stato scritto».

 

Nel centrodestra, Gasparri, di An, si chiede chi siano gli «amici dei terroristi». «Io no di certo - dice l'esponente di An - perché sono contrario a tutte le candidature strumentali, in particolare di quelli che, a destra come a sinistra, dopo quelle stagioni drammatiche dell'eversione, si mettono a fare i maestri in cattedra». «A sinistra, peró - aggiunge Gasparri - c'è ostentazione dei personaggi coinvolti in quelle vicende, a destra no. Detto questo, pur non potendo paragonarlo a Sergio D'Elia, condannato per "concorso morale" nell'omicidio di un poliziotto, se fosse dipeso da me, il senatore di An De Angelis non l'avrei candidato».

 

Non sono mancate le repliche dei diretti interessati, gli ex terroristi rossi o neri. Per Marcello De Angelis, condannato, pur proclamandosi innocente, a 5 anni e 6 mesi per cospirazione politica con finalitá  di banda armata, «chi ha vissuto esperienze di questo genere non va penalizzato, ma deve avere un comportamento irreprensibile».

 

Sergio D'Elia ricorda che la sua carriera politica è risultato non di 24 mesi passati in Prima Linea - per i quali ha scontato 12 anni di carcere - ma del suo impegno di un quarto di secolo nel campo dei diritti civili. Sergio Segio, fra i fondatori di Pl, oggi al Gruppo Abele, ricorda come «migliaia di persone abbiano scontato per terrorismo 50 mila anni di carcere». «Non c'è un partito trasversale - sostiene - che difende Mambro e Fioravanti. Ma piú che polemizzare su ex terroristi, bisognerebbe preoccuparsi di certo revisionismo: è della scorsa settimana un libro a fumetti della storia della Lombardia che attribuisce la strage di Piazza Fontana al Movimento studentesco».

 

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