News per Miccia corta

03 - 08 - 2007

«In Parlamento ci sono amici dei terroristi» L`attacco del presidente dell`associazione familiari delle vittime

 Prodi: «Veritá , non vendetta». Napolitano: «Il ricordo è vivo» 

 

 

 

BOLOGNA - I familiari delle vittime delle stragi ringraziano per la riforma del segreto di Stato, approvata mercoledí in via definitiva dal Senato. Ma la loro rabbia è ancora lontana dallo sbollire definitivamente. Paolo Bolognesi, presidente dell'associazione 2 agosto 1980, dal palco per l'anniversario della strage alla stazione di Bologna, mette in fila le ragioni che ancora non danno pace ai parenti dei morti in quell'attentato di 27 anni fa. «All'interno del Parlamento ci sono amici dei terroristi che hanno grandi e potenti mezzi. In Italia in questo momento c'è un clima di estrema indulgenza nei confronti di chi ha commesso atti terroristici» attacca Bolognesi. «Assistiamo - dice Bolognesi - ad un clima di estrema indulgenza nei confronti di personaggi come Scalzone, oggi in Italia grazie alla totale prescrizione dei suoi reati, Battisti, assassino latitante che secondo il senatore Russo Spena dovrebbe essere graziato, Renato Curcio, tra i fondatori delle Br che gira il Paese partecipando a conferenze cui attacca il 41bis, ovvero il carcere duro per i boss mafiosi, e Mario Tuti, pluriomicida anch'egli neoconferenziere invitato a Trieste in occasione del 25 aprile». Bolognesi fa anche altri nomi: «Sergio D'Elia (deputato della Rosa nel pugno, ndr), è addirittura parlamentare e segretario di presidenza della Camera dei deputati». Nel mirino del presidente dell'associazione finisce anche la sinistra radicale, con la quale Bolognesi va giú duro e l'accusa di voler fare una sorta di «scambio di prigionieri».

 

NAPOLITANO - Diversi poi i messaggi giunti dalle istituzioni in occasione dell'anniversario della strage. «Il ricordo della strage di Bologna del 2 agosto 1980 «è ancora vivo in tutti noi» ha affermato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

 

BERTINOTTI E MARINI - Il dovere della memoria è il concetto che unisce i presidenti di Camera e Senato. Fausto Bertinotti chiede di togliere il segreto sulle stragi di Stato. Ancora oggi infatti la storia della strage della stazione di Bologna «è coperta da un velo di opacitá  che alimenta una memoria colma di sofferenza» ha spiegato il presidente della Camera. Per Marini «la ricerca della veritá  fino in fondo resta il centro della nostra azione per la vita della democrazia del Paese».

 

PRODI E DAMIANO -Al corteo a Bologna era presente, a sorpresa, il premier Prodi, accompagnato dal ministro del Lavoro Cesare Damiano. Durante la manifestazione una mini-contestazione sulla base di Vicenza è stata rivolta contro il premier. Nel suo messaggio dal palco Prodi ha invitato a non dimenticare: «Bologna e l'Italia non si stancano di riempire questa piazza, non si stancano di ricordare, perché la memoria alimenta e rafforza la nostra democrazia». Al termine del discorso il presidente del Consiglio, applaudito dalla piazza, ha suggerito di «non cercare la vendetta, ma cercare la veritá ». Fischi dai giovani precari sono stati indirizzati al ministro Damiano. Si è trattato «di una contestazione solo marginale, nel contesto di una piazza affollata» ha minimizzato Damiano. «Quello che mi interessa è parlare con la gente, la gente vera» ha chiosato.

 

 

(Corriere della sera, 03 agosto 2007)

 

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