News per Miccia corta

25 - 07 - 2007

Verona, via le camicie nere dall'Istituto della Resistenza

(la Repubblica, MERCOLEDáŒ, 25 LUGLIO 2007, Pagina 28 – Interni)

 

 

 

 

 

 

FILIPPO TOSATTO 

 

 

VERONA - Niente camicie nere all'Istituto veronese per la storia della Resistenza: al centro di polemiche sempre piú accese, il consigliere comunale della Fiamma Tricolore Andrea Miglioranzi - nominato dalla maggioranza di centrodestra ai vertici dell'istituto con Lucia Cametti (An) - si è dimesso, rinunciando all'incarico. «Non voglio offrire a un'opposizione incapace di affrontare i problemi della cittá , il pretesto per strumentalizzazioni e attacchi contro il sindaco e la giunta», scrive l'esponente dell'estrema destra che in passato ha scontato una condanna per istigazione all'odio razziale e tuttora rivendica il suo «essere fascista». Un passo indietro che fa tirare un sospiro di sollievo al sindaco Flavio Tosi: «Sono stato eletto dai veronesi non per riscrivere la storia», ha commentato il leghista «ma per modernizzare la cittá  e risolvere problemi di sicurezza, vivibilitá  e servizi. Perció ringrazio l'amico Miglioranzi che, con le sue dimissioni, frutto di lealtá  e correttezza, ha dimostrato di privilegiare il bene della comunitá ».

 

Caso rientrato? Non proprio. Perché le affermazioni rilasciate dalla collega Cametti («Il 25 Aprile deve celebrare, con pari dignitá , i caduti partigiani e quelli di Saló») hanno suscitato un vespaio dentro An, ben oltre gli steccati della polemica locale, riesumando fantasmi che sembravano dissolti. Negli ambienti della destra, si parla di un'indispettita telefonata del presidente Gianfranco Fini al segretario veneto Alberto Giorgetti, che dopo la lavata di capo si adegua a quanto gli avrebbe detto il segretario a brutto muso: «Alleanza Nazionale, con la svolta di Fiuggi compiuta dodici anni fa, ha ripudiato definitivamente ogni forma di dittatura e totalitarismo», dichiara. E aggiunge: «Anche la nostra rappresentante dovrá  ispirarsi a questi valori politici e culturali per svolgere la sua attivitá  nell'Istituto». Resta l'equiparazione drastica tra le vittime della Resistenza e quelle delle Brigate nere... «Se è giusto chiedere alla destra italiana di affermare senza reticenza che l'antifascismo fu momento essenziale per il ritorno dei valori democratici - replica Giorgetti - è altrettanto giusto chiedere a tutti di riconoscere che l'antifascismo non è un valore a sé stante». Ma mano tesa agli studiosi che avevano minacciato le dimissioni in massa dopo la nomina del mussoliniano Miglioranzi: «Spero che la presenza del Comune di Verona nell'Istituto della Resistenza sia caratterizzata da grande riguardo, equilibrio e senza spirito di rivendicazione».

 

Dalla sinistra, colta di sorpresa dalla querelle, si leva la voce del coordinatore della segretaria nazionale dei Comunisti italiani il senatore Severino Galante: «Lo sfregio alla Resistenza è stato respinto», commenta lo storico. «Resta il giudizio sulle responsabilitá  del sindaco Tosi e della sua maggioranza e dell'opposizione democratica vittima dell'autocancellazione della memoria storica antifascista». 

 

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