News per Miccia corta

20 - 07 - 2007

Burocrazia, cavilli e pensioni negate le mille beffe alle vittime delle stragi

(la Repubblica, VENERDáŒ, 20 LUGLIO 2007, Pagina 28 – Interni)

 

 

 

 

 

 

Nel mirino una direttiva dell'Inps che esclude dai rimborsi e dai contributi quasi tutti gli aventi diritto 

 

 

 

CONCETTO VECCHIO 

 

 

ROMA - L'ultima beffa, pochi giorni fa. Una donna che aveva perso il marito operaio nella strage di piazza della Loggia a Brescia nel 1974 s'è vista recapitare un assegno di seicento euro netti: il bonus di due annualitá  della pensione che la legge per le vittime del terrorismo riconosce ai superstiti. L'Inps e Inpdap lo calcolano prendendo a parametro gli stipendi percepiti al momento della tragedia: alla signora mille euro lordi, e arrivederci. Al figlio di una delle 16 vittime di piazza Fontana l'Inps ha invece negato i benefici della contribuzione figurativa di 10 anni perché quando esplose la bomba alla Banca dell'Agricoltura non era iscritto a nessun ente previdenziale, avendo avuto solo 10 anni. Clamoroso il caso di un 34enne bresciano che in piazza della Loggia perse mamma e papá , entrambi insegnanti: niente benefici decennali, perché aveva solo 18 mesi; niente annualitá , niente pensione di reversibilitá  e nemmeno il tfr, perché i genitori non avevano ancora maturato 15 anni di contributi.

 

Stanchi di cavilli, umiliati da una lettura restrittiva della legge, le associazioni delle vittime del terrorismo e delle stragi hanno scritto una lettera di protesta al presidente del Consiglio Romano Prodi e al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e finalmente il governo è corso ai ripari, avviando una trattativa per dissipare tutte le opacitá  interpretative della 206 del 2004, che disciplina le pensioni delle vittime degli anni di piombo. Nell'incontro di ieri con Fabrizio Pagani, consigliere del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta, l'esponente del governo ha promesso l'emanazione entro agosto di una direttiva che freni le liberalitá  interpretative degli enti previdenziali e una modifica della legge da inserire nella prossima finanziaria. I bonus, che possono triplicare il valore delle pensioni, saranno elargiti anche a chi al momento del fatto non era iscritto all'istituto previdenziale (la norma sará  estesa anche ai nascituri) e l'esenzione dell'Irpef varrá  anche per le vittime con un'invaliditá  inferiore all'80 per cento. In tutto le modifiche proposte sono undici. L'Inps finora ha sostenuto che le sue interpretazioni sono «precisa applicazione di direttive fornite dai ministeri vigilanti», ovvero ministero dell'Economia e del Lavoro.

 

Questa storia va avanti da un bel po'. Nel settembre 2006 è stato nominato un commissario straordinario, il prefetto Gianlorenzo Fiore, chiamato a sciogliere il contenzioso (alcune vittime liguri hanno fatto causa e l'hanno vinta), ma dopo un anno di trattative, e la stesura di una circolare interpretativa della legge, la risposta dell'Inps è stata un secchio di acqua gelata. Il 22 giugno ha emanato una direttiva che, secondo Manlio Milani, presidente dell'associazione vittime di piazza della Loggia, dove lui perse la moglie insegnante, «definire provocatoria è un eufemismo, poiché interpreta restrittivamente la Finanziaria del 2007 e arretra anche rispetto alla 206 del 2004». Concede infatti i benefici pensionistici solo a chi svolgeva un'attivitá  lavorativa alla data evento terroristico, nonostante la legge non lo preveda affatto. Morale: al momento sono esclusi dai vantaggi tutti i figli in etá  scolare delle vittime, ovvero la quasi totalitá  degli aventi diritti. Da qui l'intervento del governo. Ed ora forse la svolta. «E' un passo avanti» ha spiegato ieri sera Milani, prima di tornarsene nella sua Brescia. «Ma aspettiamo la formalizzazione». 

 

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