News per Miccia corta

15 - 07 - 2007

``Fucilarono il Duce processate quei partigiani``

(la Repubblica, DOMENICA, 15 LUGLIO 2007, Pagina 23 – Cronaca)

 

 

 

 

CINZIA SASSO 

 

 

MILANO - Sessantadue anni dopo, quando ormai la cronaca è diventata storia, i giudici di un tribunale dovranno decidere se la morte di Benito Mussolini e della sua amante Claretta Petacci, fucilati a Dongo il 28 aprile del '45, merita oppure no un processo davanti a una corte d'Assise. Guido Mussolini, figlio di Vittorio e quindi nipote del Duce, si è opposto alla Procura di Como che aveva bocciato come «improcedibile» la sua richiesta di aprire un procedimento penale e quindi ora la procedura vuole che si tenga un'udienza ulteriore per vagliare di nuovo la decisione. La data fissata è il 27 settembre.

 

Anche se l'avvocato Luciano Randazzo, difensore di Guido, esulta e parla di «una grande vittoria», della «possibilitá  di fare luce per la prima volta su un'esecuzione illegittima», non si tratta di un successo, ma di un semplice atto dovuto dalle regole procedurali e la battaglia solitaria di Guido, abbandonato in questa sua estrema battaglia anche dalla piú famosa cugina Alessandra, appare come una lotta contro i mulini a vento. Nel respingere la richiesta di aprire un'indagine, i magistrati di Como, competenti per territorio, avevano spiegato che comunque i tanti anni passati avevano fatto scattare la prescrizione e in piú che l'amnistia Togliatti, decretata nel '46, aveva in ogni caso cancellato tutti i reati.

 

Ma Guido, 69 anni, sposato, padre di quattro figli, impiegato in una fabbrica di formaggi della provincia di Roma, criticato da storici come Arrigo Petacco, Nicola Tranfaglia e Angelo Fiori, non si accontenta del revisionismo storico che pure da qualche parte ha fatto breccia e pretende un riesame del caso proprio dal punto di vista penale. «Non cerco soldi, né vendetta né altro - aveva detto nel settembre scorso, quando aveva presentato la clamorosa iniziativa - voglio solo il nome e il cognome di chi, invece che consegnarlo agli americani, ha ucciso mio nonno in un modo cosí ignobile». Noncurante delle regole processuali, aveva obiettato: «Non mi interessa se sono scaduti i termini, per la veritá  non c'è prescrizione».

 

Anche se irrilevante per la decisione di aprire un eventuale processo, Guido e i suoi legali avevano annnunciato l'arrivo imminente dagli Stati Uniti di un filmato «straordinario», che riprendeva gli ultimi istanti di vita di Benito Mussolini e Claretta Petacci, custodito in un archvio privato americano e mai visionato in tutti questi anni. Eppure, di quel documento che sicuramente potrebbe rivestire un grande interesse storico, non si è piú avuta notizia. Invece, hanno risposto le personalitá  politiche alle quali la difesa si era rivolta per avere chiarimenti sui fatti: «Sia il presidente Napolitano che D'Alema - dice l'avvocato Randazzo - ci hanno cortesemente scritto spiegandoci di non sapere nulla di quanto avvenuto, mentre da Cossutta non abbiamo ricevuto nessun cenno». 

 

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