News per Miccia corta

04 - 07 - 2007

Blitz contro Le Pen a Palermo molotov e petardi, cinque fermati

(la Repubblica, MERCOLEDáŒ, 04 LUGLIO 2007, Pagina 14 – Interni)

 

 

 

 

 

 

 

 

Scene di guerriglia tra la folla, ferito un poliziotto, prognosi di sette giorni 

 

Gli aggressori, tra i 20 e i 25 anni, gravitano nell'area dei centri sociali cittadini 

 

 

 

ANTONELLA ROMANO 

 

 

PALERMO - I tafferugli, con lanci di molotov e bombe carta, scoppiano quando Le Pen si trova ancora lontano, in un hotel di Mondello, dove si trova ospite con la delegazione di parlamentari della destra europea che lo accompagna. Davanti all'hotel fuori cittá  dove è atteso per l'incontro organizzato dal movimento Fiamma tricolore, decine di giovani dall'altro lato della strada urlano slogan contro la politica anti immigrati del presidente del Front National Jean Marie Le Pen. Ma è solo l'inizio. La contestazione degenera in violenza quando un gruppo di giovani arriva a sorpresa a bordo di un autobus di linea. Scendono in venti, davanti al piazzale d'ingresso dell'albergo, dove in quel momento ci sono soltanto alcuni poliziotti. Iniziano a lanciare nel giardino una, due bottiglie incendiarie e almeno tre bombe carta. Hanno i volti coperti da passamontagna e da caschi e indossano maglie nere. In un attimo il fumo invade la strada alla Marina e copre la loro fuga. Le esplosioni e le fiamme terrorizzano i passanti, tra cui una bambina di 3 anni ferma davanti a una macelleria. «Tremava di paura, l'ho tirata per un braccio e portata dentro il negozio - racconta un impiegato - Sembravano le scene di una guerriglia». Un motorino posteggiato accanto all'albergo prende fuoco. Un poliziotto rimane contuso nei tafferugli e si sente male: riporta un trauma alla spalla, ne avrá  per sette giorni.

 

Una decine di spranghe di ferro e alcune bandiere rosse senza simboli, sono stati trovati qualche ora dopo abbandonate in una traversa. Vengono fermati in cinque, tra cui un olandese. I primi identificati hanno tutti tra i 20 e 25 anni. Fanno parte dell'area antagonista, gravitano negli ambienti dei centri sociale, hanno precedenti penali per invasione di edifici pubblici e resistenza a pubblico ufficiale. «Per un minuto e mezzo è stato l'inferno, siamo stati sotto un vero e proprio attacco - racconta un agente del reparto mobile in servizio davanti all'hotel - Non avevamo neppure le protezioni. Siamo andati a prendere gli scudi e i caschi anti sommossa. Niente di tutto quello che è accaduto era previsto. E' stato brutto soprattutto perché eravamo impreparati». Dopo le 19 quando Le Pen arriva scortato, viene accolto da urla di protesta dei giovani radunati davanti ai cancelli che gridano: «Bastardo, razzista». I rappresentanti della Fiamma tricolore cercano di coprire gli insulti con gli applausi. Assieme a Le Pen ci sono il presidente del gruppo parlamentare a Strasburgo Bruno Gollnisch e una pattuglia di parlamentari belgi, francesi, romeni, bulgari e italiani. Della delegazione fa parte anche Luca Romagnoli, il segretario nazionale della Fiamma Tricolore, che Le Pen presenta come il suo erede in Italia. Al leader del Fronte nazionale la contestazione non fa impressione, la giudica anzi banale: «Siamo abituati a vedere in occasione dei nostri incontri scene di violenza dalle parti avverse. Si tratta di piccoli gruppi, che cercano di compensare questa loro pochezza con questo tipo di manifestazioni». In giacca blu e cravatta gialla, Le Pen che ha avuto il tempo di una visita a Monreale, spiega il senso del tour che la delegazione fará  oggi al Cpt di Lampedusa, e ripropone le tesi giá  note del suo movimento: no agli immigrati, chiusura delle frontiere, preferenza nazionale per gli aiuti sociali ai francesi poveri e disoccupati piuttosto che agli immigrati. «L'Europa non ha bisogno di immigrati - dice - Ci sono milioni e milioni di disoccupati europei pronti a lavorare al posto loro». Le Pen ricorda il suo viaggio in Sicilia di trent'anni fa con Giorgio Almirante, per le prime elezioni europee. Altri tempi. 

 

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