News per Miccia corta

02 - 07 - 2007

«Rischi per la salute», Sofri ai domiciliari

L'ex leader di Lc :«Non mi avvalgo di nessun privilegio»
Adriano Sofri (Emblema)
Adriano Sofri (Emblema)
FIRENZE
- Il tribunale di sorveglianza di Firenze ha concesso ad Adriano Sofri la detenzione domiciliare speciale per sopravvenuta malattia. I giudici hanno accolto cosí la richiesta avanzata dal procuratore generale. Sofri, difeso dall'avvocato Alessandro Gamberini, stava beneficiando del differimento della pena dopo gli interventi chirurgici subiti per la rottura dell'esofago, avvenuta nel novembre del 2005 durante il periodo di detenzione nel carcere pisano Don Bosco. La decisione del tribunale di sorveglianza è stata presa sulla base di una perizia medica che, esprimendosi sulla compatibilitá  dello stato di salute dell'ex leader di Lotta Continua con la carcerazione, ha evidenziato la persistenza di rischi per la salute stessa. Adesso Sofri - condannato a 22 anni di carcere per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi, avvenuto il 17 maggio del 1972 a Milano - sconterá  la sua pena nella sua abitazione, nei pressi di Firenze, nel comune di Impruneta, da dove, in base alla decisione del tribunale, non potrá  uscire, ma usufruirá  di permessi permanenti per ragioni medico-sanitarie.
«CONDIZIONI NON BUONE» Attualmente, le condizioni di salute di Sofri non sono buone, secondo quanto riferito dal suo avvocato. «Non voglio entrare in dettagli che ledono la privacy, ma non sta bene. L'incompatibilitá  non si regala a nessuno», ha detto. Nel giugno del 2005, Sofri venne autorizzato al lavoro esterno dal carcere, da svolgere alla Scuola Normale di Pisa. Dopo l'operazione subita il 26 novembre del 2005, l'ex leader di Lotta Continua aveva beneficiato del differimento della pena, che gli permise di essere assistito fuori dal carcere. Il provvedimento è stato poi prorogato nell'aprile e nel dicembre del 2006. Proprio in quest'ultima occasione, su richiesta del ministero della giustizia, la procura generale ha chiesto una perizia medica su Sofri.
«NESSUN PRIVILEGIO» Intanto l'ex leader di Lotta Continua fa sapere che avvierá  causa civile contro chiunque, facendo riferimento alla misura di detenzione domiciliare per motivi di salute disposta nei suoi riguardi dalla magistratura fiorentina, insinuerá  che egli si avvalga di qualche privilegio. Lo fa sapere lo stesso Sofri nella sua consueta rubrica che apparirá  domani sul Foglio. «Il Tribunale di sorveglianza di Firenze - scrive Sofri - mutando il differimento della mia pena, che mi lasciava libero, in esecuzione, mi ha assegnato alla detenzione domiciliare, approssimativamente per un anno. Ha cosí deciso sulla base di una perizia medica svolta da tre specialisti incaricati dallo stesso Tribunale, che ha concluso confermando l'incompatibilitá  del mio stato fisico con il carcere (invaliditá  multiple, del 40, del 60 e dell'80 per cento, probabilitá  di recidiva. Del resto nessun dettaglio sulla condizione di ciascuno dei miei organi riuscirebbe piú a essere privato). Nessuna misura particolare - sottolinea Sofri - era stata da me richiesta. I clinici autori della perizia mi erano sconosciuti, nè ho nominato alcun consulente di mia parte. Scrivo queste righe su una notizia che peraltro è pubblica perchè - conclude - da questo momento intenteró causa civile a chiunque affermi o insinui, calunniandomi, che io mi avvalga di qualche privilegio».
(Corriere.it, 02 luglio 2007)
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