News per Miccia corta

29 - 06 - 2007

Segreti Cia. I fasulli «gioielli» di famiglia»

(il manifesto, 28 giugno 2007)

 

 

 

 

 

 

Giulia D'Agnolo Vallan

 

 

I «gioielli di famiglia» deludono un po'. Poco lo choc di fronte alle 702 pagine di documenti Cia rilasciati al pubblico dopo 15 anni di attesa. Il denso elenco di dettagli su intercettazioni illegali, sorveglianze dei pacifisti, complotti per assassinare leader stranieri, legami con la Mafia e tecniche per interrogare i prigionieri offre un indelebile spaccato dell'America della Guerra. Ma, secondo gli analisti e gli storici citati sui quotidiani Usa, si tratta essenzialmente di cose giá  venute fuori in passato, grazie a inchieste giornalistiche, libri o commissioni parlamentari. In piú, lamentano per esempio il New York Times, il Los Angeles Times e The Nation, i documenti contengono ancora moltissimi blocchi neri, sotto i quali si celano cose che la Cia non è ancora disposta a dire.

 

Il generale Michael Hayden, direttore della Central Intelligence Agency, ha descritto la pubblicazione dei documenti come parte del «contratto sociale» tra il governo Usa e i suoi cittadini e stabilito dei paragoni tre le pratiche «illegali» degli anni '50 e '60 e quelle «legittime» di oggi. Effettivamente, il paragone con il presente è inevitabile, ma non nel senso positivo in cui lo pone Hayden. Alcuni esperti hanno suggerito che il rilascio dei documenti sia stato orchestrato per distogliere l'attenzione del pubblico da altre news poco piacevoli per la Casa Bianca. Non sarebbe la prima volta. Il fatto è che, di fronte a questi «gioielli di famiglia», viene spontaneo chiedersi - come fanno LATimes e NYTimes - se le pratiche dell'attuale governo Usa non abbiano giá  ampiamente eclissato quelle dell'era dell'era del Vietnam.

 

Secondo James Bamford, autore di una serie di libri sull'intelligence Usa dalla guerra in Corea fino a quella in Iraq, per esempio, il programma di intercettazioni illegali orchestrato per ordine di Bush dalla National Security Agency, fa apparire ridicoli quelli in vigore negli anni Sessanta. Allo stesso modo, i file segreti sui pacifisti del Vietnam, hanno il loro corrispettivo nel database di nome Talon in cui sono registrate le attivitá  di chi si oppone alla guerra in Iraq (persino la polizia di New York ha ammesso di aver messo sotto controllo preventivo alcuni pacifisti in vista della convenzione reoubblicana di tre anni fa). Le fotografie di Abu Ghraib, le news da Guantanamo e le prigioni segrete in Europa dell'Est fanno quasi sembrare confortevole la cella («con le sbarre e dentro solo un pagliericcio») dove il dissidente sovietico Yuri Ivanovich Nosenko venne richiuso dal 13 agosto 1965 al 27 ottobre 1967, mentre la Cia stava cercando di provare se fosse o meno affidabile.

 

«Questi documenti dovrebbero mostrare il peggio del peggio della Cia. Ma quello che sta succedendo oggi fa impallidire i gioielli di famiglia» ha dichiararo Bamford al NYTimes. E, se cinquantanni fa pratiche come quelle erano sotterranee, considerate «dubbie», oggi l'amministrazione Bush ne rivendica tranquillamente la legittimitá , a costo di riscrivere la costituzione. Dall'11 settembre 2001, i diritti civili dei cittadini Usa hanno fatto una spaventosa marcia indietro. Chi l'avrebbe mai detto che gli anni bui di Nixon, il Vietnam, l'ossessione del «pericolo rosso», persino Sam Giancana (!) avrebbero potuto, un giorno, suscitare un moto di nostalgia.

 

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