News per Miccia corta

14 - 06 - 2007

Permesso a Priebke, bufera sui giudici

(la Repubblica, GIOVEDáŒ, 14 GIUGNO 2007, Pagina 32 – Cronaca)

 

 

 

 

 

Inizierá  a uscire da lunedí. Mastella: se fossi ebreo non sarei contento 

 

 

 

 

ANNA MARIA LIGUORI 

 

 

ROMA - ሠbufera sulla decisione del tribunale militare di sorveglianza che ha dato al capitano delle SS Erich Priebke il permesso di recarsi al lavoro presso lo studio del suo avvocato. L'ex ufficiale nazista 93enne, che partecipó alla strage delle Fosse Ardeatine, sconta l'ergastolo ed è ora agli arresti domiciliari presso la residenza dell'avvocato Paolo Giachini. Unanime lo sdegno: a cominciare da Renzo Gattegna presidente dell'Unione delle comunitá  ebraiche italiane. «Non vorrei che finisse come è accaduto con Kappler: una ferita che ancora brucia la coscienza civile degli italiani e degli ebrei».

 

Forte anche la reazione del sindaco di Roma Walter Veltroni «Di fronte ad una notizia del genere il mio pensiero va alle famiglie che vedo tutti gli anni alle Fosse Ardeatine. Persone che hanno il loro padre o la loro madre uccisi o comunque hanno sopportato il dolore di questa tragedia e adesso vedono libera la persona che è stata assolutamente responsabile di questo dolore».

 

Anche il ministro delle giustizia Clemente Mastella deplora la scelta del tribunale militare: «Se facessi parte della comunitá  ebraica non sarei contento, ma anche come cittadino della Repubblica Italiana resto abbastanza perplesso. C'è perdono e perdono». Mastella esprime la sua «vicinanza alla comunitá  ebraica» aggiungendo peró di non poter «esprimere giudizi di merito perché si tratta di giustizia militare».

 

Il vicepremier Francesco Rutelli ha accolto con «preoccupazione» la decisione del tribunale militare di sorveglianza relativa a Erich Priebke. «Ho vissuto in prima persona, durante la mia esperienza come sindaco di Roma - sottolinea Rutelli - il dolore e lo sgomento dei familiari delle vittime delle Fosse Ardeatine, della comunitá  ebraica e della cittá  tutta, di fronte alla sentenza che, nell'agosto 1996, dispose la scarcerazione di Priebke. Ci fu una mobilitazione che andó oltre i confini italiani e che provocó lo sdegno unanime della comunitá  internazionale». Tra le poche voci fuori dal coro quella di Marco Pannella, che ha invitato a lasciare Priebke «vivere e morire in pace».

 

«Priebke comincerá  a lavorare nel mio studio la prossima settimana. Se cosí non fosse stato saremmo stati di fronte ad una forma di discriminazione». Paolo Giachini avvocato di Priebke, nonché suo convivente in un appartamento romano, parla dell'ufficiale nazista come un qualsiasi detenuto per reati comuni e come tale auspica che la legge sia rispettata e che il suo assistito abbia la possibilitá  di uscire alcune ore per recarsi presso il suo studio di via Panisperna per lavorare. «Siamo in un paese democratico - sottolinea Giachino - e in uno Stato di diritto i detenuti hanno appunto diritto ad alcuni benefici, passato un certo periodo di tempo e in rispondenza con lo stato di buona condotta».

 

Priebke tradurrá  testi giuridici dall'inglese, dallo spagnolo e dal tedesco. Potrá  uscire e rientrare a casa come del resto ha fatto spesso negli ultimi anni recandosi anche nei parchi romani a passeggiare. Priebke ha preso la notizia di questa ulteriore area di libertá  senza sorpresa: ieri ha pranzato con il suo avvocato e ha scritto alcune lettere, visto che ha una fitta corrispondenza con molte persone in ogni parte del mondo, e poi è uscito per una piccola passeggiata nel quartiere. 

 

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