News per Miccia corta

13 - 06 - 2007

Priebke libero a 93 anni per lavorare

(la Repubblica, MERCOLEDáŒ, 13 GIUGNO 2007, Pagina 25 – Cronaca)

 

Il giudice firma il permesso per l'ex Ss all'ergastolo. La comunitá  ebraica: indecente 

 

 

 PAOLO G. BRERA

 

GABRIELE ISMAN 

 

 

ROMA - «Il giudice ha preso alla lettera l'insegna di Auschwitz: il lavoro rende libero Erich Priebke». Sarcastico e infuriato, il presidente della comunitá  ebraica romana, Leone Paserman, reagisce cosí alla notizia che l'ex ufficiale delle Ss - condannato all'ergastolo per l'eccidio delle Fosse Ardeatine e detenuto ai domiciliari a Roma nel quartiere Aurelio - a 93 anni suonati potrá  uscire liberamente per andare «a lavorare» nello studio del suo avvocato e mentore, Paolo Giachini, in via Panisperna. Lo ha deciso ieri il magistrato militare di sorveglianza, concedendo all'ex nazista l'autorizzazione a lasciare la residenza «tutti i giorni, libero nella persona» per «ragioni di lavoro». «No comment», dice seccamente il portavoce degli ebrei romani, Riccardo Pacifici.

Arrestato in Argentina nel '94 ed estradato l'anno successivo, Priebke trascorre il tempo scrivendo e potrebbe essere questo il suo prossimo lavoro: insieme a Giachini ha giá  pubblicato la sua autobiografia, "Vae victis". Nel decreto di "modifica delle prescrizioni concernenti la detenzione domiciliare" il magistrato lo autorizza «a recarsi, anche giornalmente e libero nella persona, nello studio del avvocato Paolo Giachini, per rimanervi per l'arco temporale che avrá  cura di segnalare con congruo anticipo alle autoritá  di polizia». Non solo: «Il detenuto - dice il decreto - durante le ore di lavoro nello studio legale potrá  uscire solo per soddisfare, nei luoghi piú vicini e per il tempo strettamente necessario, le indispensabili esigenze di vita». «áˆ una decisione indecente per tutta la magistratura italiana - attacca Paserman - e temo ci sia qualcosa dietro. Mi aspetto ulteriori provvedimenti a suo favore, ho paura si ripeta il caso Kappler. Sono indignato. Arrivato alla sua veneranda etá  senza avere svolto lavori usuranti, evidentemente vuole lavorare... Possibilitá  che non hanno avuto, peró, i tanti che ha mandato nei campi di sterminio».

«Priebke - dice l'avvocato Giosuè Naso, che lo ha difeso in questi anni - fu condannato piú severamente del suo capo: Kappler fu assolto per i 330 uccisi in rappresaglia per via Rasella perché ubbidí agli ordini e perché le regole di guerra lo consentivano. Fu condannato solo per i cinque uccisi in esubero, Priebke per tutti i 335. E nonostante 53 anni di vita adamantina, gli sono state negate le attenuanti generiche». «Il pensiero solidale e la vicinanza della cittá  e mia personale - replica il sindaco Walter Veltroni - vanno a tutte le vittime della barbarie nazi fascista, ai loro familiari, alla comunitá  ebraica. Roma non potrá  mai dimenticare». 

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