News per Miccia corta

04 - 06 - 2007

In corteo sotto il carcere della Lioce

(la Repubblica, LUNED├í┼ĺ, 04 GIUGNO 2007, Pagina 16 ÔÇô Cronaca)

 

 

 

 

GIUSEPPE CAPORALE 

 

 

L'AQUILA - Spunta una bandierina rossa, tra le sbarre di una finestra del carcere di massima sicurezza. Sventola per ringraziare i manifestanti che sono l├ş fuori, da ore. ┬źE' Nadia... E' lei, Nadia libera!... Nadia libera!┬╗. Urlano e cantano. Per farsi sentire usano anche un megafono. In duecento si sono posizionati, proprio davanti alle finestre dov'├Ę rinchiusa Nadia Lioce, accusata degli omicidi di Marco Biagi e Massimo D'Antona. Sanno che c'├Ę solo lei nel braccio femminile. Gli altri centosessanta detenuti in regime speciale, sono in un'altra ala.

L├ş, fuori al penitenziario, a guidare la protesta contro il regime carcerario, c'├Ę uno dei fondatori delle brigate rosse. Maurizio Ferrari, 60 anni, uno del gruppo di Curcio, Franceschini e Mara Cagol. Arrestato nel 1974, ha da poco finito di scontare quasi trent'anni di reclusione. Ora ├Ę uno dei leader di Olga (acronimo di "Ora di Liberarsi dalle Galere"), il movimento che ha organizzato la manifestazione. Ma Olga, ├Ę anche il nome della vedova D'Antona.

Attorno a lui, su un terreno agricolo che segna la linea di confine con la zona di massima sicurezza del carcere dell'Aquila, tanti ragazzi. Quelli del Carc, ┬źpartito dei comitati d'appoggio alla resistenza per il comunismo┬╗, quelli del movimento ┬źPanetteria Occupata┬╗ di Milano, del Gramigna di Padova. C'├Ę anche il gruppo ┬źSoccorso Rosso┬╗. Il loro simbolo ├Ę una stella a cinque punte dietro le sbarre. Tutti quanti si proclamano appartenenti all'area ┬źmovimentista-eversiva┬╗. E si fanno sentire, anche se il penitenziario ├Ę blindato da oltre un centinaio di poliziotti e carabinieri. Qualcuno lancia petardi, altri tirano fumogeni colorati, altri ancora, rompono una recinzione per salire su un traliccio dell'Enel e posizionare una bandiera. Un portavoce legge un comunicato contro le ┬źtorture┬╗ del 41 bis, contro lo Stato ┬źimperialista┬╗ che ┬źreprime la protesta con il carcere┬╗.

Poi, qualcuno accende degli amplificatori. Parte la musica. Ecco panini e bibite. Il sit-in assume le sembianze di una festa. Ma la rabbia resta. In mattinata lo stesso corteo aveva percorso, scortato, le vie del centro cittadino. gridando slogan: ┬źPi├║ vedove, pi├║ orfani, pi├║ sbirri morti!┬╗, ┬ź10, 100, 1000 Nassiriya┬╗, ┬źEvasione! Evasione!┬╗. Su uno striscione le foto e i nomi degli ultimi arrestati per terrorismo. ┬źLiberi tutti!┬╗. In mezzo ai manifestanti, anche l'ex segretario provinciale di Rifondazione, Giulio Petrilli, anche presidente dell'istituto case popolari. Un ┬źrivoluzionario con la poltrona┬╗ lo accusano da destra, in citt├í┬á. La manifestazione era autorizzata fino alle 19. Si ├Ę conclusa con due ore di anticipo: un violento temporale ha messo in fuga i manifestanti. Che si sono allontanati al grido di ┬źNadia torneremo┬╗.

Intanto, ieri, il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha ribadito ┬źl'importanza del 41bis come strumento di contrasto a organizzazioni di stampo mafioso e terrorismo interno e internazionale┬╗. L'associazione ┬źfamiglie delle vittime della strage di via dei Georgofili┬╗ ha invece espresso rammarico contro il tentativo di abolire il 41bis. 

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